E adesso La Repubblica, rotocalco turbomondialista e voce del padronato cosmopolitico, spiega con zelo ai suoi lettori che gli italiani vorrebbero più Europa. Lo fa a partire da un sondaggio; un sondaggio secondo il quale la popolazione italiana non soltanto sarebbe soddisfatta dell’Unione Europea, ma addirittura ne vorrebbe di più.
Ammesso che si possa davvero dare fiducia a queste indagini, cosa della quale francamente dubitiamo in maniera fortissima, se realmente le cose stessero come sostiene il rotocalco turbomondialista di completamento dell’ordine del sinedrio liberal-progressista, ebbene, ciò vorrebbe dire che gli italiani sono piuttosto lenti nel comprendere e forse anche che amano farsi del male.
A onor del vero, (a differenza di quanto dice ‘Repubblica’) di italiani entusiasti dell’Europa e addirittura desiderosi di averne di più ne ho personalmente sentiti e conosciuti davvero pochi in questi anni, perlomeno nella sfera di quanti vivano lavorando e proiettati nel mondo reale. Non parlo, ovviamente, degli intellettuali, i quali oggi, come scriveva il mio maestro Costanzo Preve, si caratterizzano per essere mediamente più stolti della gente comune.
In effetti, gli intellettuali oggi non hanno altro obiettivo se non quello di magnificare e santificare la splendente razionalità di ciò che fa soffrire la gente comune, dall’Unione Europea al mercato globale, dal riarme europeo alle irragionevoli ragioni di Israele.
L’Unione Europea come nemico dei popoli
Come non mi stanco di ripetere a tambur battente da diversi lustri, l’Unione Europea rappresenta oggi il principale nemico dei popoli europei — voglio dire dei lavoratori e dei ceti medi — ma poi anche della civiltà europea e della nostra cultura storica.
In estrema sintesi, l’Unione Europea corrisponde alla riorganizzazione verticistica del capitalismo dopo il tornante storico-epocale del 1989, sicché per sua essenza si configura come una tecnocrazia neoliberale, depressiva e repressiva. Una tecnocrazia che schiaccia i diritti dei popoli e dei lavoratori e annichilisce la loro identità.
Insomma, per dirla in breve, non si tratta di salvare l’Unione Europea e la moneta unica detta euro a ogni costo, come ebbe a sostenere l’unto dai mercati Mario Draghi. Si tratta, invece, di salvarsi a ogni costo dall’Unione Europea e dalla moneta unica, poiché fintanto che permarremo negli spazi blindati e reificati dell’Unione Europea, lì a trionfare saranno le classi dominanti e il capitalismo finanziario sans frontières.
Ecco perché, dobbiamo ricordarlo sempre, il nostro principale nemico oggi, nel quadro del capitalismo globale, è proprio l’Unione Europea.









