Il valore della prevenzione, le parole del Dott. Di Bella: “Vi sono dati scientifici sottovalutati”

Torna ai nostri microfoni il Dott. Giuseppe Di Bella. Il suo ultimo attesissimo libro è stato appena consegnato alla casa editrice, ma qual è la sua genesi? E perché possiamo considerarlo importante? Ilario Di Giovambattista ha intervistato il Dottore: “Ho fatto il possibile per evidenziare dei dati scientifici importanti quanto sottovalutati. Non ho nessun conflitto d’interesse se non quello per la gente, che si scontra giornalmente con un carico di sofferenza che molte volte sono difficili da sopportare. Non parliamo solo dal punto di vista oncologico e questo (per forza di cose) mi porta a diffondere quei concetti nel libro con l’obiettivo primario di ridurre queste e altre sofferenze. Parliamo di cancro e malattie degenerative, di esiti di malattia infettive, anche di effetti avversi nei confronti di vaccini. Siccome qualcosa si può fare, bisogna essere molto umili nei confronti della medicina, della sofferenza perché le reazioni immunitarie sono vastissime.

Non possiamo pretendere di risolvere tutto e sempre ma dobbiamo fare il possibile basandoci sulla letteratura scientifica.
Ho cercato di dare una documentazione soprattutto per i medici ma anche per i pazienti, di quello che si può fare in tanti casi, si possono ridurre le sofferenze e l’incidenza delle malattie infettive. Il titolo del mio libro è infatti ‘La prevenzione antinfettiva’ che sono spesso patologie di confine con quelle tumorali e di prevenzione oncologica.
Molte volte le stesse molecole coprono due fronti e l’intento è offrire la maniera di ridurre sistematicamente nella grande maggioranza di casi la sofferenza e quando possibile salvare la vita dei pazienti. L’obiettivo primario del libro è questo. Molte molecole sono gravemente sottovalutate e continuo a ripeterlo da una vita”
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Quali sono le molecole evitate dalle cure tradizionali? “Le molecole sono tutte biologiche, se io considero la malattia infettiva quelle gravemente sottovalutate sono i retinoidi, betacarotene e vitamina A. Hanno un ruolo enorme, ne hanno preso atto recentemente. Abbiamo fatto un webinar sulle vitamine. Lo stesso è stato riproposto dall’Istituto Mario Negri che in passato non aveva preso in considerazione tutto ciò, facendo anche battute sarcastiche sul metodo di bella in tal senso definendolo ‘zuppa inglese’.
Queste tre molecole sono spiegate bene nel libro, soprattutto come assumerle. Queste agiscono in maniera precisa in modo antitumorale e antinfettiva. Per darle alla gente devono essere preparare in una maniera specifica”
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Qui la prima parte dell’intervista.