Roma, e più precisamente Piazza San Silvestro, è stata lo scenario della manifestazione dei lavoratori di Alitalia andata in scena la mattina del 10 settembre. La situazione della compagnia di bandiera è sempre più drammatica: al posto della vecchia Alitalia sorgerà una nuova azienda, Ita, che prenderà il via nelle prossime settimane e che comincerà a volare già da metà ottobre dopo aver ricevuto dall’Enac il certificato di operatore aereo e la licenza di esercizio.
Ita, però, lascerà a casa circa 8000 lavoratori di Alitalia.

Una situazione drammatica per tantissime famiglie, che oggi sono scese in piazza a Roma per manifestare contro i licenziamenti e per chiedere un aiuto concreto al Governo, come ha dichiarato anche Francesco, un assistente di volo presente a Piazza San Silvestro: “Pensare che un’azienda pubblica inglobi un’azienda privata, non lo avevo mai sentito. Vogliono uscire anche dal contratto collettivo nazionale e applicare un dumping salariale: mi sembra una cosa fuori dal mondo. Dobbiamo portare il Governo al tavolo delle trattative. Il progetto nasce dalla Commissione Europea che ha finanziato altre compagnie più grandi a discapito della nostra che è più piccola”.

In piazza, a fianco dei lavoratori, anche Enrico Michetti, candidato sindaco a Roma. A “Un Giorno Speciale”, in collegamento telefonico, ha dichiarato:

“Questa compagnia, piena di eccellenze, vanto del nostro Paese, l’hanno spolpata. Questa compagnia era assolutamente in linea con i progetti di sviluppo del Paese che dovrebbe essere quello più visitato al mondo. Proprio perché era un’eccellenza, il tratto speculativo l’ha presa di mira. L’efficienza, il fatto dei conti, il fatto che l’Italia non ha più puntato su questa compagnia… Non sono privilegiati ma lavoratori con dietro una famiglia, meritano il rispetto dell’essere umano. La compagnia dovrebbe essere rilanciata veramente. Oggi parliamo di rilanci e di esuberi: è una contraddizione.

Quasi 8000 persone rischiano il posto di lavoro. Il candidato sindaco l’unica cosa che può fare è andare al Governo, battere i pugni e dire che nell’organizzazione logistica della città più della del mondo, che dovrebbe essere la più visitata al mondo, Alitalia deve essere lo strumento fondamentale. Una compagnia di bandiera totalmente pubblica e al servizio del rilancio del Paese. Questo è quello che farò. Devi essere presente, metterci la faccia e prendere gli impegni.

Il 23 settembre scadono alcune garanzie del post-licenziamento e il Governo vorrebbe dare un altro anno. Poi diventeranno disoccupati a tutto tondo e dovranno andare a lavorare in qualche compagnia nel mondo, smontando le loro famiglie. Su 8000 esuberi, 7500 sono famiglie romane. In qualche modo il sindaco avrà un ritorno di gestione, perché saranno 7500 famiglie senza lavoro che creano un problema sociale in più. Bisogna prendere degli impegni”.