Mentre tra marzo e aprile 2020 i medici promotori della terapia domiciliare si iniziavano a confrontare in chat sul loro attuale protocollo applicato contro il Covid, il dottor Giuseppe Di Bella – celebre per la terapia antitumore proposta dal suo predecessore e padre Luigi – si stava applicando allo stesso modo per curare celermente il virus.
E i frutti del suo lavoro li ha visti il direttore Ilario Di Giovambattista, che rivolgendosi al dottor Di Bella in una fase piuttosto acuta di sintomi (perdita dell’appetito, dolori muscolari) ha potuto evitare la soluzione estrema dell’ospedalizzazione, molto popolare all’epoca a causa del protocollo ministeriale che vietava le cure a domicilio.

Niente tachipirina e vigile attesa, ma immunoglobuline – pressoché introvabili in Italia, molto utilizzate in Germania – vitamina D, vitamina C, retinoidi: il necessario, per farla breve, a rafforzare a dovere il sistema immunitario.
Un metodo che si va ad aggiungere alla vasta gamma di farmaci disponibili per affrontare le diverse fasi della malattia, ma sempre e comunque da applicarsi su consiglio di un professionista.
Questo perché il primo “farmaco” che stronca il coronavirus è la tempestività della cura. Proprio così: occorre essere non veloci, ma puntuali. Inutile quindi fare cocktail di farmaci o tantomeno aspettare che i sintomi si aggravino, se non si viene seguiti passo passo da un medico.
Come ha avuto la fortuna di fare nella fase in cui l’epidemia ha preso il volo Ilario Di Giovambattista: ecco la sua testimonianza in diretta con il dottor Giuseppe Di Bella.

Di Bella: “Si parla poco dei rischi del vaccino. Altre soluzioni ci sono”

Io posso accettare un margine di rischio che esiste ed è stato documentato, anche se è stato piuttosto oscurato dall’informazione. Se ne parla poco, o pochissimo.
Pochi sono informati dei decessi, degli eventi avversi, della gravità degli eventi avversi.
Quali sono i mezzi più importanti per intervenire contro il virus? Io li ho messi quasi un anno e mezzo fa sul mio sito: sono le immunoglobuline. Per quale motivo? Perché vanno a dissipare la reazione a catena. Ne parlano anche i tedeschi, mi danno un’attivazione immediata del sistema immunitario e agisce sui linfociti B, che attivati hanno dei recettori in superficie, che mi occorrono per la produzione specifica di anticorpi contro quel virus”.

Di Giovambattista: “Così la terapia ha stroncato il virus”

Appena ho contratto il Covid mi sono messo in contatto con Giuseppe che mi ha fatto arrivare queste immunoglobuline dalla Germania. Praticamente le immunoglobuline hanno stroncato il Covid.
Potevo essere uno di quei casi che in attesa di qualcosa, me ne andavo all’ospedale e non si sapeva più come andava a finire.
Quello che diceva Giuseppe Di Bella non è altro che la famosa “vigile attesa”: migliaia di persone sono state tenute a casa senza cura, in quei giorni il virus li ha attaccati anche in maniera forte e spesso ha compromesso anche i polmoni, per cui tanta gente è dovuta ricorrere all’ospedale e tantissimi purtroppo non ce l’hanno fatta.
Ormai non conosciamo più i nostri medici di famiglia, eppure guadagnano bene. Ora faranno i vaccini e prenderanno 16€ ad inoculazione, più rimborsi vari
“.