Sembra un concetto banale: per poter utilizzare la nostra auto siamo costretti ad essere assicurati. Potrà sembrare altrettanto banale: un ospedale per far fronte alle richieste di risarcimento – per eventuali incidenti o errori – è costretto ad essere assicurato. Mentre nel primo caso possiamo ritenere che questo si verifichi effettivamente nella quasi totalità di possessori di auto, nel secondo caso non è così per la maggior parte degli ospedali.

Sebbene infatti la legislazione italiana imponga l’obbligo per le strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, di dotarsi di una copertura assicurativa – o di forme alternative come la costituzione di un fondo – la gran parte degli ospedali non rispetta questo adempimento. Con quali conseguenze? Ecco la spiegazione dell’avvocato Francesco Barucco dello ‘Sportello Legale Sanità‘ in compagnia di Ilario Di Giovambattista e Stefano Raucci.

“Non tutti sanno – dice l’avv. Barucco – che la gran parte degli ospedali, del Lazio e di tutta Italia, non sono coperti da compagnia assicurativa. Non è pensabile che noi cittadini siamo obbligati ad avere una compagnia assicurativa per utilizzare la nostra auto e un ospedale può permettersi di non essere assicurato. La recente normativa prevede l’obbligo di assicurazione o una forma alternativa che sarebbe la costituzione di un fondo, attraverso un risparmio dei premi assicurati, con cui far fronte all’indennizzo dei vari sinistri che si presentano.

Questo interesse che è dei cittadini, lo è soprattutto per i medici.. un medico che oggi è costretto a sottoporre un paziente ad un intervento critico probabilmente preferisce non farlo per la paura di subire la richiesta di qualche risarcimento. Il medico deve stare tranquillo, quindi si dovrebbe rifiutare di lavorare all’interno di strutture non assicurate.

Un ospedale senza assicurazione significa che poi pagherà lo Stato, la Regione”