È partito ufficialmente il World Economic Forum Davos 2021. È una sorta di internazionale liberal finanziaria che si svolge ogni anno a Davos e che coinvolge i principali protagonisti del mondo della finanza e del capitale e al seguito, o al guinzaglio, una serie di intellettuali di completamento ideologico della classe dominante.

Si discute di come riorganizzare il mondo in nome del bene dell’umanità, come viene pomposamente definito l’interesse delle classi dominanti. Come ha detto Schwab, il principale protagonista nonché ideatore del Forum Economico Mondiale, è una grande occasione quella che si palesa con la crisi pandemica. Una stretta finestra da cogliere come un’opportunità. Opportunità che naturalmente vengono presentate come se riguardassero l’umanità nella sua interezza ma sono opportunità solo per le classi dominanti.

Proprio Schwab, con un coautore che lo supportava, aveva scritto un testo dal titolo “The Great Reset“, perché è questo il tema portante di questo congresso. Come riazzerare l’economia e la società a beneficio delle classi dominanti.

Sono invitati ovviamente anche alcuni esponenti della politica globale che svolgono la parte di maggiordomi che rispondono ai loro interessi. Il vis-Conte dimezzato giallo-fucsia è atteso mercoledì, apprendiamo da fonti ufficiali.

I politici in sostanza dovranno ascoltare ossequiosamente i desiderata delle classi dominanti, nonché la formulazione ideologica operata dai loro intellettuali, prendere atto e tradurre tali precetti in norme giuridicamente e politicamente valide nei loro stati nazionali. Dovranno apprendere la lezione e poi trasformarla in politica pratica.

Il motto sarà sempre lo stesso: riorganizzare la società in nome della lotta contro il virus.

RadioAttività, lampi del pensiero con Diego Fusaro