Alla fine, superando le critiche delle opposizioni politiche e non solo, il Governo prolungherà lo stato di emergenza. Lo ha confermato oggi lo stesso Premier Giuseppe Conte che dalle 16:30 è intervenuto in Senato per informare l’Aula e per assistere alla successiva votazione. Un passaggio parlamentare voluto da Conte per mettersi al riparo dalle critiche di ‘uomo solo al comando’, ricevute anche dalla sua maggioranza.

Infatti Pd e Italia Viva su tutte, non hanno risparmiato alcune contestazioni a Conte in forma più privata che pubblica. In discussione ci sono soprattutto la data di proroga dello stato di emergenza e i limiti dei poteri emergenziali che il Presidente del Consiglio potrà esercitare.

Stando alle informazioni che ha raccolto il giornalista dell’Huffington Post Pietro Salvatori, intervenuto ai microfoni di Luigia Luciani, “la data sulla fine dello stato di emergenza sarà il 15 ottobre”. Un compromesso che il giornalista reputa di carattere politico. Tenute dunque distanti le motivazioni di carattere epidemiologiche.

Ecco l’intervento di Pietro Salvatori a “Lavori in Corso”.

I dettagli sullo stato di emergenza

Fondamentalmente per prorogare lo Stato d’emergenza non servirebbe un voto del Parlamento, però Conte per non attirarsi tensioni nella maggioranza ha deciso di portarla in Parlamento.

Su cosa dovrà esserci scritto nel documento che sottoscriverà la maggioranza ancora c’è una trattativa in corso. Vi dico che un senatore mi ha scritto che ancora stanno cambiando dei dettagli. Quindi Conte è andato in Parlamento a dire ‘voglio prorogare lo stato d’emergenza’, ma sulla data ancora non si sa, il compromesso dovrebbe essere il 15 ottobre. Non c’è nessun motivo epidemiologico dietro questa data.

E’ in discussione quali sono i paletti. Questo stato di emergenza può dare il potere al Presidente del Consiglio di limitare le libertà fondamentali con un Dpcm? E’ in discussione.

Il punto è che durante il lockdown abbiamo visto che è stato fatto tutto tramite Dpcm. Il Parlamento stava a casa, non ha potuto dire la sua su nessuno degli atti emergenziali”.

L’altra emergenza: immigrazione

Quello che fa acqua nel discorso di Conte è che a fronte di 8000 arriva entro il 10 luglio in Italia, il fatto che hai delle situazioni profondamente sotto stress come Caltanissetta, Porto Empedocle e Lampedusa indica dei problemi di gestione che vanno oltre l’emergenza.

Le opposizioni fanno un’opposizione molto strumentale. Tutta questa polemica sullo stato di emergenza, posta come lo fanno le opposizioni, è abbastanza strumentale”.


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