Dall’inizio dell’emergenza coronavirus la politica, i media e gli esperti vari, non hanno risparmiato previsioni spettrali sull’andamento dell’economia italiana. Da qui ai prossimi mesi si teme un’esplosione della crisi e dei suoi effetti, che potrebbero riprodursi sulle persone più fragili e indifese.
Tutti minacciano un ritorno all’ “autunno caldo“, in pieno spirito sessantottino, applicato però alle conseguenze della pandemia 2020. Alcuni, lo fanno come presupposto per aggrapparsi al salvagente europeo. Altri, perché analizzando i dati attuali e le previsioni future sono consapevoli dello stato di forma del Paese.
Eppure, nonostante l’incombenza di una recessione, sono rari i casi in cui vengono fornite cifre esatte sull’economia reale: imprese a rischio chiusura, lavoratori a rischio licenziamento. In questo senso negli ambienti del servizio pubblico Rai e dei media mainstream gira un colpevole silenzio.
Chi, invece, affonda i suoi studi nell’economia reale ed umanistica è l’economista Valerio Malvezzi, il quale ha discusso dei veri numeri della crisi insieme a Fabio Duranti e Francesco Vergovich.
Questa la sua versione dei fatti a “Un Giorno Speciale”.
“Intanto ho intitolato le slides ‘Pillole di eresia economica: come smontare le balle del pensiero unico. E ho inserito anche la parola ‘Malvexit’, perché io sono per uscire dall’Unione europea ed ecco perché.
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