C’è un testo che può aiutare a decifrare ciò che sta accadendo in Italia in questi giorni, si tratta di “7 minuti” di Stefano Massini.
In una fabbrica multinazionale francese le lavoratrici temono il licenziamento a causa della nuova amministrazione, la quale in realtà propone loro il rinnovamento del contratto con però una piccola clausola: le lavoratrici dovranno rinunciare a 7 minuti al giorno della loro pausa pranzo. Tutte tirano un sospiro di sollievo e vogliono accettare. Una di loro però esorta le sue compagne a riflettere, perché rinunciare a 7 minuti della pausa pranzo se l’azienda è solida? Sono moltissime ore regalate alla multinazionale in un anno senza che ce ne sia bisogna. Questa prova quindi a far capire loro che può essere una prova a cui le stanno sottoponendo per testare a quanta parte dei loro diritti e libertà siano disposte a rinunciare senza che ve ne sia bisogno.
La nostra storia è quella di come di 7 minuti in 7 minuti ci stanno portando via tutto, non solo i diritti del lavoro, come avviene dal 1989 ad oggi, ma ultimamente anche le libertà fondamentali, come quelle di assembramento. Non tutte insieme però, le tolgono una dietro l’altra con lenta e solerte continuità. Così l’inimmaginabile diventa lentamente plausibile e addirittura inevitabile. L’Europa sta imboccando la via che porta gradualmente alla rimozione progressiva di libertà e conquiste? Del resto sono la crisi e l’emergenza a richiedercelo…
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