Che calcio farà dopo il diluvio? Due ipotesi:
Propendo per la seconda, pur temendo la realizzazione della prima: in fin dei conti al comando ci sono le persone di prima.
Non sappiamo quando potremo risollevare la testa. Ma sappiamo che un giorno, più o meno vicino, molti tifosi si saranno resi conto di poter vivere senza pallone e soprattutto di non avere un euro da spendere in contratti televisivi.
Che faranno a quel punto le tivvù? Ovvio, daranno meno soldi al calcio. E quello professionistico, la Premier italiana, solo di quel tesoro vive. Il botteghino offre poco. Gli stessi sponsor saranno più poveri e meno interessati a uno sport in difficoltà.
Dunque, cassaforte vuota. Salteranno gli ingaggi milionari. Non solo quelli dei calciatori: di tutti, presidenti, dirigenti tecnici in prima fila.
Diranno: ma così gli assi non verranno più in Italia. Risposta: siamo forse sicuri che nel resto del mondo si tufferanno in un mare di dollari?
Potremmo fare come l’Atalanta, già arrivata tra le prime otto d’Europa, puntando sul settore giovanile, sul gioco, su calciatori benestanti ma non ricchissimi. Ecco il buon esempio dal quale ripartire. Ricordando inoltre che il calcio della A si regge sul dilettantismo, quello sì da aiutare.
Roberto Renga
È l’argomento usato per giustificare l’obbligo vaccinale: l’immunità di gregge. Secondo Paolo Bellavite, medico ed…
Il gioco delle tre campanelle continua a presidiare il centro di Roma, nonostante blitz con…
La decima giornata di Serie A propone due appuntamenti centrali: il derby Milan-Inter e Juventus-Napoli.…
INTERVISTA A GIANNI PETRUCCI - Ottobre 2027 resta l’obiettivo dichiarato per la partenza di NBA…
Sapete quant’è stata l’inflazione negli ultimi anni? Quant’è stata la vera erosione del potere d’acquisto…
La gip di Milano Tiziana Landoni non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, trentenne…