C’è un testo che può aiutare a decifrare ciò che sta accadendo in Italia in questi giorni, si tratta di “7 minuti” di Stefano Massini.
In una fabbrica multinazionale francese le lavoratrici temono il licenziamento a causa della nuova amministrazione, la quale in realtà propone loro il rinnovamento del contratto con però una piccola clausola: le lavoratrici dovranno rinunciare a 7 minuti al giorno della loro pausa pranzo. Tutte tirano un sospiro di sollievo e vogliono accettare. Una di loro però esorta le sue compagne a riflettere, perché rinunciare a 7 minuti della pausa pranzo se l’azienda è solida? Sono moltissime ore regalate alla multinazionale in un anno senza che ce ne sia bisogna. Questa prova quindi a far capire loro che può essere una prova a cui le stanno sottoponendo per testare a quanta parte dei loro diritti e libertà siano disposte a rinunciare senza che ve ne sia bisogno.
La nostra storia è quella di come di 7 minuti in 7 minuti ci stanno portando via tutto, non solo i diritti del lavoro, come avviene dal 1989 ad oggi, ma ultimamente anche le libertà fondamentali, come quelle di assembramento. Non tutte insieme però, le tolgono una dietro l’altra con lenta e solerte continuità. Così l’inimmaginabile diventa lentamente plausibile e addirittura inevitabile. L’Europa sta imboccando la via che porta gradualmente alla rimozione progressiva di libertà e conquiste? Del resto sono la crisi e l’emergenza a richiedercelo…
RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro
ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE
LEGGI ANCHE:
Lo scenario di Baku 10 Con tutte le critiche che possiamo fare e facciamo nei…
Nel giugno 2022 il Corriere della Sera pubblicò un'inchiesta, basata su un dossier del Copasir,…
Il mancato rigore (e il mancato intervento del VAR) per la trattenuta su Rowe durante…
Somatostatina, retinoidi, melatonina, vitamine: i nomi delle sostanze alla base del metodo Di Bella circolano…
Troppo arrendevoli, mai realmente pericolosi e inferiori tecnicamente rispetto a un Belgio che sembrava quello…
Alla 80ª Assemblea generale dell'ONU, il 26 settembre 2025, più di un centinaio di diplomatici…