Chef Rubio è un personaggio che ha vissuto momenti di grande popolarità grazie ai suoi programmi televisivi dedicati al (street) food.

Le sue opinioni espresse senza peli sulla lingua fanno spesso discutere ed indignare.

Di recente, Chef Rubio si è recato in Palestina pubblicando foto, video e racconti della sua esperienza.

Da questo viaggio è nato un reportage di foto e video delle zone della Palestina che, domenica 1 marzo, presso la terrazza del CSOA La Strada, dalle ore 18, Chef Rubio e Meri Calvelli racconteranno dopo l’esperienza vissuta a Gaza.

Ascolta l’intervista a Chef Rubio durante Food Sport con Ilario Di Giovambattista, Enrico Camelio, Francesco Di Giovambattista e Federico Russo, in cui si analizza il conflitto israelo palestinese a seguire un confronto “acceso” con gli ascoltatori.

Qual è la situazione in Palestina?

In Palestina non si vive.
C’è una città, ci sono paradossalmente degli alberghi ricostruiti dopo l’ultima infame guerra del 2014, in cui Israele ha cercato con le forze di guerra di invadere Gaza ma non c’è riuscita.

Io sono anni che mi batto per la Palestina, non sono filo-islamico ma solo una persona innamorata del popolo palestinese.

La Palestina è uno stato che c’è sempre stato prima che gli occidentali tentassero di imporre dei costumi e delle tradizioni che non esistevano.

Il popolo palestinese lo apprezzo perché simboleggia l’ultima resistenza nel mondo.

Sulla striscia di Gaza ci sono persone che vivono con un euro e mezzo al giorno.

In Palestina ci sono 200 mila giovani depressi che fanno uso di psicofarmaci fatti passare illegalmente da Israele ed Egitto così che la popolazione sia buona buona”.

Su un possibile ritorno in tv

Non torno a fare tv, ho dovuto sempre combattere per far passare le mie idee.
Dall’anno scorso ho deciso di rallentare un po’
“.

Un giudizio sulla politica estera d’Israele

Ci sono tantissmi ebrei contro il regime di apartheid che applica quotidianamente Israele.

Non c’è stato solo l’Olocausto, ci sono stati tantissimi genocidi nel mondo ma se voi ci fate caso siamo portati a portare l’attenzione solo a quello che ha colpito gli ebrei e non tutti gli ebrei, perché quelli ricchi si sono venduti pure i fratelli, le sorelle, le famiglie, i vicini di casa che non potevano permettersi mazzette o vicinanza con il potere e sono andati a morire anche per questa causa, per lo Stato di Israele.

Sono anni che non si può dire la verità pena minacce.

Spesse volte si viene indottrinati male riguardo alla storia passata, presente e recente riguardo allo Stato d’Israele, in un confronto dopo due secondi o la persona di religione ebraica scappa o inizia a urlarti contro.

Non ho mai detto che in Palestina non c’è mai stata una risposta che ha portato a degli attentati, non ho mai detto che Hamas è una repubblica democratica che fa solo cose belle o solo cose tremende.
Le informazioni che vengono passate in Occidente però dicono che sia un conflitto, in realtà è un occupazione: Israele contro Palestina, Israele è appoggiata da Stati Uniti e da tutti coloro i quali vogliono fare affari con loro, Palestina invece da Libano, Algeria e Siria.

Non è colpa mia se Israele nella politica (non parlo degli israeliani né degli ebrei ma dei sionisti) fa schifo al caz*o”.


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