In questi giorni si celebra la ricorrenza della caduta del muro di Berlino del 1989. Troviamo in prima fila a festeggiare per quell’evento masse di disoccupati, precari e condannati a vite da perenni freelance.
Persone che lo dovrebbero criticare, dunque, lo celebrano.
Quell’anno infatti è stato un anno terribile. L’anno in cui sono spariti tutti i diritti sociali, tutte le conquiste del lavoro, tutte le figure del welfare che erano egemoniche prima dell’89.
In favore di cosa?
Del capitale. La classe dominante e il neoliberismo da quel momento hanno preso a trionfare inarrestabili.
Peggio del mondo diviso in due blocchi c’è solo quello che è venuto dopo: il mondo a forma di merce, il mondo del capitalismo americano, il mondo del capitalismo globalizzato dentro il quale siamo intrappolati nella convinzione che si tratti dell’unica libertà possibile.
Non c’è nulla da festeggiare nel crollo del muro di Berlino, vi è semmai di che rattristarsi.
ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE
LEGGI ANCHE:
La deputata democratica Sara Jacobs ha citato Candace Owens, Tucker Carlson, Alex Jones e Megyn…
Non è ancora terminata la stagione, con la Roma pienamente in corsa per un piazzamento…
Si avvicina il trasferimento dell'attaccante polacco in Italia: ecco dove potrebbe giocare l'anno prossimo. A…
Altro colpo di scena nel mondo del tennis: la notizia di queste ore rischia di…
La grazia concessa a Nicole Minetti non è gossip: è la cartina di tornasole di…
Si allarga e si complica l’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano, un’indagine…