Tu pensa a Roma la Sora Wanda…

"Una come lei rilancerebbe pure l’economia della città, indipendentemente da quanto il compagno rilancerebbe l’attacco della Roma".

wanda

Per gioco, ma solo per gioco perché non può essere altro, perlomeno al momento: ma sai che spettacolo a Roma la Sòra Wanda?

Soprannome assegnato per direttissima, con tanto di accento, da noi. Perché “appoggia bene“, come ebbe a dire il mitologico Manuel Fantoni in “Borotalco”. 
Io la Sòra Wanda, forzando un poco le ipotesi  sul quartiere di residenza e sulle abitudini quotidiane, me la immagino a fare la spesa di persona, per esempio, senza delegare nessuno: non sopporterebbe di non gestire le transazioni in prima persona, nemmeno quelle per le fettine panate o per le verdure da mettere nel minestrone
Bòngiorno Sòra Wa’, che je serve? Oggi c’ho certi carciofi che so’ ‘n’amore! Se se li rivenne ce fa’ ‘na plusvalenza! Me lo saluta er Sor Mauro? Je dica de fasse fa’ i crosse più precisi…anzi, je regalo un po’ de odori pe’ er soffritto...”.
E poi pensate la Sòra Wanda, occhioni sgranati e look da popstar, in giro per Roma: non tanto, banalmente, per lo shopping in centro o col Vaticano sullo sfondo (beh, con Francesco, l’unico rimasto, sarebbero di casa, in tutti i sensi), no; pensate la Sòra Wanda che gira in periferia per documentare la situazione dell’immondizia, che concede i selfie a qualche gabbiano entusiasta, che trova una stazione chiusa della metro e decide di rilevarla per impiantarci un centro estetico… Una come lei rilancerebbe pure l’economia della città, indipendentemente da quanto il compagno rilancerebbe l’attacco della Roma. 
Assessore al Commercio o al Turismo? Forse più che altro addetta alla tutela del bene pubblico. Con lei in città, Valeria Marini non avrebbe fatto il bagno nella fontana: l’avrebbe trovata occupata. 

Paolo Marcacci


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1 COMMENTO

  1. Roma, citta’ barocca e pettegola, latina, figlia e madre di invidie, di rancori, di chiacchiere, tante tante chiacchiere,
    mai un fatto, mai un’azione, sceneggiati soapoperosi di persone inoperose. Guardate cosa e’ successo al latino e allor giovane Luis Enrique, finito canuto e dallo psichiatra. Guardate il gentil lasciarsi di Spalletti e di Totti (a piu’ puntate), di De Rossi con la Roma, di De Rossi con Totti, della moglie plasticosa di Totti con Spalletti. Guardate le cordiali missive tra “pallotta” (se era un cartone di Paperino ci potevo credere che il presidente della squadra calcistica fosse Pallotta, ma nella realta’ cafo-italo-americana? Really?), dicevo tra Giacomo James e gli alunni del Dolce Stil Novo, gli elegantissimi ultras romani. Insomma in questo minestrone di umori inutili ma rumorosi volete davvero lanciarci dentro ( e che tonfo farebbe data la stazza) la Nada (perche’ vuota) Desnuda ? Non farebbe nulla ma nulla di quel che dite. Distruggerebbe ancor di piu’ se possibile quel reparto di igiene mentale che e’ la AS Roma. Guardate cosa ha combinato tra i teutonici di Milano. Figuratevi nella citta’ genitrice di Buenos Aires. Fuochi artificiali (e’ tutto finto del resto intorno a lei) ma diretti al suolo.
    Da anni vorrei tanto che su di un cargo neroazzurro si imbarcassero, destinazione Argentina, lei, il maritino ottuso, la sorella di Mauretto se e’ qui a fare reality, Belen piu’ sua sorella copia inutile, Iguain il magnone, Maxi Lopez (se ne e’ andato ma altrimenti poteva scrivere canzoni finto napoletane con contaminazioni jazz-sudamericane con quel nome o fondare un gelato tutto suo), Dybalo il tristo malvoglioso, in passato Tevez doppiaparola, e per favore, lasciate che sto cargo molto colorito e antipatico se ne torni li’ (Salvini apri i porti in uscita please) dove le telenovelas hanno parvenza di possibilita’. Lasciateci in pace. Ci scusiamo per la nostra immigrazione verso di voi. Statevene li’ ora. Prendetevi un mate’ e divertitevi coi vostri carnevali interiori, che noi di pagliacci ne abbiam gia’ da vendere. E tra l’altro, abbiam donne piu’ belle. Graaaazie.