Doveva essere la notte della rimonta, è diventata la serata della figuraccia. Dopo il 3-1 dell’andata in Norvegia, l’Inter cade anche a San Siro contro il Bodo Glimt: 1-2, fuori dalla Champions League già ai play-off. Un risultato brutto, pesante, quasi umiliante.
E dire che i nerazzurri avevano fatto la partita, almeno nel primo tempo: possesso, occasioni, pressione. Ma tanto volume e zero concretezza. Poi, nella ripresa, gli errori: l’“orrore” difensivo che spalanca la porta a Hauge, il raddoppio di Evjen in contropiede, la sensazione di una squadra fragile, scollegata, nervosa. Il gol finale di Bastoni serve solo ad addolcire il tabellino, non la sostanza.
Il dato che resta è uno solo: eliminazione. E con essa le ripercussioni. Economiche, per i mancati introiti europei. Tecniche, per un gruppo che perde credibilità internazionale. Ambientali, perché una sconfitta così lascia scorie profonde.
Per una squadra reduce da una finale e considerata la migliore della Serie A, l’uscita contro un avversario di caratura e budget inferiori è un colpo durissimo. Non è solo una sconfitta: per tutto il calcio italiano è un campanello d’allarme che suona come una sentenza.
In diretta su Radio Radio Mattino – Sport e News, Gianni Visnadi ha commentato con amarezza l’inaspettata eliminazione dei meneghini.
“Inter-Bodo Glimt? Forse anche peggio dell’Helsinborg o dell’Hapoel Beer-Sheva. Una vergogna; uno dei punti più bassi della storia del club. I nerazzurri hanno perso con le terze scelte della Nazionale norvegese… Chivu? Una bella lezione!“
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