Dal sommergibile Titan alla supercar degli youtuber ▷ Meluzzi spiega perché desideriamo il rischio

Sono ore di forte apprensione quelle che seguono la vicenda del sottomarino Titan.
La spedizione verso il relitto del Titanic di OceanGate, società statunitense per sommergibili, aveva un tempo limitato di esecuzione: l’ossigeno era garantito per 96 ore. Quella scadenza dovrebbe essere arrivata oggi alle 11.
Le ultime notizie non sono per niente buone riguardo alla possibilità di sopravvivenza dei cinque membri dell’immersione.
Ormai servirebbe un miracolo, secondo lo scienziato esploratore di acque profonde David Gallo.
Cosa ha portato Stockton Rush, Ceo di OceanGate, a tentare l’impresa da circa 4000 metri di profondità, e dunque a rischiare la propria vita? In stretta vicinanza con gli eventi di Casal Palocco, viene spontanea una riflessione sulle sfide, quelle estreme, quelle delle “passioni tristi“, le definisce Alessandro Meluzzi.

Capite che se c’è un multimiliardario che ha guadagnato miliardi di dollari vendendo aerei da guerra e che decide di spendere 50 milioni di dollari per scendere a vedere con un sottomarino il relitto del Titanic a 3500 metri di profondità, questi, lasciatemi dire, sono fatti suoi.
E quindi non lo giudico, perché in fondo ha guadagnato e ha speso per una cosa che gli è costata la vita
“.
Sembra dunque esserci una differenza con la vicenda che ha visto la morte di un bambino di 5 anni.
Mi pare un po’ più triste l’idea che oggi questo mainstream sponsorizzi l’idea di alcuni giovinastri – i “The Borderline”, gli youtuber coinvolti nell’incidente – che devono fare cose stupide, che devono farle esibendosi“.
Ma qual è il motivo per cui l’uomo può spesso trovarsi alla ricerca del rischio?

Meluzzi lo individua nelle “passioni tristi“: una generazione di individui che non ha “il costrutto nella vita”, che non ha “l’intelligenza nel cuore”. La visione che secondo lo psichiatra sta delineandosi nella società odierna è quella del filosofo tedesco Nietzsche: quella del superuomo.
L’intelligenza delle passioni tristi è qualche cosa che rimanda ad una dimensione tendenzialmente superominica, cioè del volere appartenere ad una parte d’umanità di cui non fa parte l’insieme dell’umanità“.