Nella seduta di martedì 14 giugno la Camera ha approvato la proposta di legge costituzionale su iniziativa dei senatori Iannone e Calandrini; Sbrollini; Biti; Augussori; Garruti; Gallone intitolata “Modifica all’articolo 33 della Costituzione, in materia di attività sportiva”. Lo sport, insomma, entra in Costituzione. Un’iniziativa lodevole a primo impatto, ma che pensando ai mesi precedenti in cui lo sport veniva relegato ad “attività non essenziale” a cui si è potuto poi accedere solo con l’uso di tessera verde, stride terribilmente coi nuovi sviluppi. A farlo notare in aula Francesco Forciniti (Alternativa): “Quando ho saputo che al Senato stavano lavorando ad una proposta di legge per inserire lo sport in Costituzione non ci volevo credere”, scrive, “perché in contemporanea quegli stessi partiti di maggioranza stavano negando il diritto all’attività sportiva a centinaia di migliaia di giovani, discriminandoli vigliaccamente solo perché sprovvisti di green pass”.

Per Forciniti, insomma, c’è puzza di sepolcri imbiancati come ha ribadito in Aula: “Usare le riforme costituzionali per pulirsi la coscienza – mentre dall’altra parte si massacra il Paese facendo l’esatto contrario di quello che si enuncia – è una pratica vergognosa. La verità è che quando al governo arrivano banchieri violenti, classisti e autoritari senza alcuna sensibilità sociale e democratica la Costituzione viene di fatto azzerata, sospesa, a prescindere da quello che c’è scritto. Rispettatela anziché modificarla a fini propagandistici!”