Zibi Boniek suona la carica in vista di Roma – Ajax, il ritorno dei quarti di finale di Europa League che si giocherà questa sera all’Olimpico. Il “Bello di notte”, arcigna punta polacca con il cuore ancorato nella Capitale, è intervenuto in diretta ai microfoni di Ilario Di Giovambattista e Zeljko Pantelic in vista del match di coppa.

Sono alte le aspettative dell’ex calciatore giallorosso, “convinto” che la Roma passerà in semifinale. E non solo, perché come attuale presidente della Federazione calcistica della Polonia, Paese che ospiterà la finale del torneo presso lo stadio Energa di Danzica, Boniek si augura di “avere una squadra” riferendosi al club della Capitale.

Ma “Zibi” si è anche fermato a discutere di altre società. In particolare la lente di ingrandimento è puntata sulla Juventus, squadra in cui in passato ha militato e con la quale oggi si registrano parecchi attriti. Anche sul suo rapporto con la Vecchia Signora, Zibi Boniek ha avuto qualcosa da dire nella mattinata di Radio Radio Mattino Sport e News.

“Roma, ti aspetto in finale”

“Ragazzi io ho fatto tutto, ieri mi sono incontrato con le autorità polacche perché abbiamo il 25-30% di pubblico che può venire allo stadio per la finale di Europa League e sapete che mi piacerebbe avere una squadra in finale. La strada è ancora lunga, però mi piacerebbe”.

“Sono convinto che andiamo in semifinale”

L’Ajax è una squadra molto forte, ma leggera. Io la chiamo squadra leggera perché è una squadra che gioca tecnicamente, una squadra che sviluppa gioco offensivo, ha giocatori molto bravi. Però è una squadra che ti concede tanto. Tanto è vero che non sono qualificati in Champions League e sono in Europa League. È una squadra che ha le sue difficoltà, anche se è bella da vedere. Bisogna stare attenti. Io stasera accendo la televisione e sono convinto che andiamo in semifinale, però bisogna stare molto attenti”.

Contatti con la Roma?

“Io ho parlato e mi sono incontrato una volta con la signora Sensi che mi ha proposto qualcosa di importante ma ho rifiutato perché sapevo benissimo che stava per chiudere la baracca e a me invece piace lavorare in prospettiva futura. Adesso devo dire onestamente che non ho parlato con nessuno. Io dopo gli Europei di calcio sono libero perché non posso più presentarmi come presidente della federazione polacca. Forse martedì facciamo le elezioni per il consiglio Uefa e mi auguro di essere eletto insieme al presidente della Figc.

Sicuramente se arrivasse una chiamata dalla Roma mi farebbe piacere, però vediamo dai non voglio affrontare questo argomento. Io vivo a Roma, è stato la mia ultima squadra e l’ho lasciata senza alcun rancore. Voglio bene a tutte le squadre con le quali ho giocato in passato, c’è solo una squadra che non mi vuole bene…”

Critiche dagli juventini

“La cosa più bella sai qual è? Io dico sempre: signori, io vivo a Roma e sono vicino alla Roma e all’ambiente romano. Se voi ce l’avete tanto con me, ditemi dove, come e quando ho fatto un’intervista in cui ho parlato male dei giocatori, della squadra, dei tifosi. Mi sono solo pubblicamente permesso di dire che mi meraviglio che una squadra come la Juventus aveva bisogno di uno, due dirigenti che aiutavano la squadra a vincere la partita in maniera losca. Non ho detto la verità?”

Il parere di Boniek su Conte e Fonseca

“Antonio già da ragazzo si vedeva che ha carattere. A me piace molto. E’ uno concreto, sempre presente, che riesce a ottenere il massimo dalla squadra. Non è uno che può piacere agli avversari, anche perché è duro e difende i propri interessi. Però io lo adoro.

Io vi devo anche deludere. Ho anche simpatia per Fonseca, lo vedo bene. A Roma si dice che gli uomini passano di moda velocemente. Fonseca vedo e sento che è passato un po’ di moda, però a me piace come allenatore. Un po’ forse è stato lasciato solo. Io Fonseca prima di abbandonarlo valuterei molto, molto bene la situazione”.

Rapporto con Andrea Agnelli

“La stella della Juventus mi era già stata assegnata, mi avevano mandato a casa la lettera e tutto quanto. Poi me l’hanno tolta.

Agnelli lo vedo spesso perché facciamo parte del consiglio Uefa. Parlo con lui. E una volta gli ho detto: guarda Andrea, sei ancora giovane, quando avrai più anni capirai che hai fatto un errore. Perché quasi tutto ha fatto lui sulla richiesta di una parte dei tifosi. Ma lasciamo stare. La stella non mi serve per sapere quale passato avevo come giocatore”.