Ieri sera si è registrata una nuova epifania vespertina del vis-Conte dimezzato giallo fucsia alias Giuseppe Conte. La presentazione fatta dal direttore Mentana è stata già emblematica. Dopo aver evocato Dio nel corso di un colloquio con la Gabanelli, Mentana ha detto testualmente: “adesso scendiamo, ma di poco”. Così è stato introdotto Giuseppe Conte, come un vero e proprio deus ex machina.
La giornalista Lilli Gruber, da tempo grancassa del nuovo ordine mentale e mercatista, ha detto con una punta di orgoglio che Giuseppe Conte la sua ultima apparizione in uno studio televisivo l’aveva fatta proprio su La7 il 21 febbraio 2020. Curiosamente Giuseppe Conte è tornato a manifestarsi non sulla Rai, sul servizio pubblico nazionale, ma sulla rete privata La7.
Intanto ha elogiato il proprio operato e anche quello del Governo. Addirittura ha detto che “il Governo ha operato in assoluta trasparenza”. Non ha naturalmente evocato i verbali del Cts. E quando è emerso il tema dello stato di emergenza che viene continuamente riproposto dal Governo, ha elegantemente evitato di rispondere.
“Bisogna tenere i conti dei contagi in ordine, non ci possiamo permettere feste natalizie. Sarà un Natale diverso”: queste le testuali parole del vis-Conte dimezzato. Ecco il vecchio lessico dell’austerity economica, riproposto in salsa pandemica.
Si è poi passati a discutere del vaccino e a quel punto Conte ha testualmente affermato che egli non è a favore dell’obbligo vaccinale, ma che in ogni caso è meglio procedere tramite la non obbligatorietà. “Io lo farò senz’altro”, queste le sue parole attendibili. Quello che forse meno ci si sarebbe attesi era la precisazione quando ha detto: “vorrei non farlo per primo, per dare la precedenza alle categorie più vulnerabili”.
Insomma uno scenario incredibile, che conferma tutte le già note tendenze e che rivela, una volta di più, che questo Governo giallo fucsia è il peggio che potesse capitare all’Italia.
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