Se la scuola non se la sta passando bene, tra polemiche e incertezza, il mondo dell’Università se la passa malissimo. Infatti nessuno sta parlando del fatto che non riapriranno a settembre, senza una spiegazione. Per gli universitari e soprattutto per le matricole sarà un problema.
Paolo Becchi, professore ordinario di Filosofia del Diritto a Genova, ha commentato a Lavori In Corso la situazione che anche lui sta soffrendo. Si è detto molto dispiaciuto del silenzio dell’opinione pubblica e della politica sulle università, importantissimi centri di cultura e sviluppo del paese e dei giovani.
“I miei studenti non li rivedrò, ci si dimentica che a metà settembre le università hanno deciso già in autonomia di fare lezione da remoto per questo semestre e chissà se anche il prossimo o per sempre. Su 120 ore di lezioni mi hanno dato la possibilità di vedere qualche studente per 4 ore. Si è scelta la soluzione più semplice, dimenticando che nel semestre scorso era una cosa improvvisa per studenti già iscritti, e ora per le matricole? Che non hanno mai visto i professori e l’università? È una cosa incredibile.
Nell’università il rapporto con il docente è fondamentale: la lezione fatta in presenza, attiva e partecipata sarà sostituita da uno schermo in cui loro mi vedranno e sentiranno ma senza quel rapporto di interazione. Ma poi non ci sarà il rapporto tra i ragazzi, l’università è sempre stata un luogo di socializzazione, è stato anche il posto per iniziare a fare politica. Non sarà più tutto questo. Non è università questa.
Gli esami io li ho fatti ma non hanno niente a che fare con gli esami di prima. Quello che a me dispiace è che tu puoi anche criticare la Azzolina, ecc, ma invece qua per l’università niente. L’università pubblica funzionerà come un’università telematica, pagando le tasse. Lo sanno questo i ragazzi e i genitori?
Anche per la Facoltà di Medicina vale questo discorso, ma un medico come fa a curare un paziente se non l’ha mai visto? Se tu abbandoni così l’università dove si formeranno le future classi dirigenti? Non ho nulla contro le università telematiche, ma ditelo che avete fatto una privatizzazione dell’università pubblica. E tra qualche anno avremo un’università per le élite e un’università telematica per gli altri. E nessuno ne parla, né il governo né l’opposizione.
Almeno per le matricole fate qualcosa, si potrebbe organizzare una modalità. Perché vietare ad un professore di fare lezione con 45 studenti se posso metterli distanti a 4 metri nell’aula? Ve ne rendete conto? E per cosa? Per salvare la vita da cosa se abbiamo 5 o 6 morti e contagiati asintomatici? E ci sono Stati che stanno andando in altre direzioni, a Berlino ci sarà la più grande manifestazione per la libertà il 29 agosto… ma la faranno passare come di destra”.
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