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In cassa integrazione ma costretti a lavorare ► Bombardieri (Uil): “Se il governo non ascolta la gente, lo scontro sociale sarà inevitabile”

Paura. Da una parte la paura del governo per possibili rivolte sociali in autunno, dall’altra parte la paura dei lavoratori e disoccupati per un futuro incerto. Di questi ultimi giorni è la rivelazione secondo cui molte aziende stanno facendo lavorare i loro dipendenti nonostante siano in cassa integrazione. Una cosa inaccettabile per tutti, compresi i contribuenti.

Pierpaolo Bombardieri, Segretario Generale Uil, ha parlato di questi ultimi svolgimenti a Lavori in Corso, chiedendo al governo grande responsabilità. Si potrebbe arrivare allo scontro sociale per l’esasperazione di tanti lavoratori e disoccupati inascoltati.

“Con queste truffe sulla cassa integrazione, c’è un tentativo di mettere in discussione il sistema di cassa integrazione, chiediamo che questi truffatori vengano colpiti senza pietà dalla magistratura.
Ma non mettiamo in discussione la cassa integrazione, abbiamo avuto 8 milioni di lavoratori fermi per il covid-19. Non generalizziamo, colpite i colpevoli.

Siamo preoccupati e vogliamo che si facciano più controlli per il bene dei lavoratori.
La discussione in questo momento riguarda il bloccare i licenziamenti fino a dicembre e prolungare le casse integrazioni fino a dicembre. Invece vogliono far ripartire il mercato questi bocconiani…
Viene prima la vita che il profitto e chiediamo alla politica di considerare tutto questo.

Noi abbiamo anche detto che siamo pronti a fare lo sciopero generale. Come lo potremmo fare con queste norme anti-covid? Lo sciopero è un diritto, la gestione delle piazze si fa sempre rispettando la legge, con le mascherine e la distanza.
Lo sciopero riguarda anche il fatto che 10 milioni di lavoratori non hanno avuto il rinnovo dei contratti. Pensate al contratto della sanità: hanno già dimenticato quelli che chiamavano eroi. Se c’è un rifiuto di rinnovare i contratti la nostra risposta sarà dura.

Il governo ha previsto anche agevolazioni fiscali per chi assume ma noi abbiamo assistito al fatto che L’IRAP è stato tolto a tutte le aziende: a quelle che lavoravano, a chi ha chiuso, a chi ha speculato. Non tutte le aziende sono uguali, chiediamo al governo di valutare per merito, c’è chi ci ha fatto pagare le mascherine 5 euro. La protezione sociale serve ad evitare che in questo paese ci sia uno scontro sociale.

Questo è un pericolo molto grave, le persone e i lavoratori oggi sono esasperati. O la politica esce dalla stanze del potere e va ad ascoltare la gente o sarà un problema. Se il governo non capisce, lo scontro sociale diverrà inevitabile“.

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