Il Napoli ha toccato la settima partita di campionato senza vittoria, pareggiando a Udine e scivolando ancora più giù in classifica. Sono quattordici i punti in meno rispetto allo scorso anno, sono tanti i punti di ritardo dalle concorrenti, che a inizio anno dovevano essere Juve e Inter e adesso sono quelle che competono per la Champions e che continuano ad accumulare punti di vantaggio.
Ma non sono neanche i numeri, peraltro impietosi, che dicono tutto del Napoli di oggi. Quello che colpisce nel Napoli di oggi, al di là della reazione nel secondo tempo, è lo smarrimento dal punto di vista psicologico, dal punto di vista mentale.
Si dice che il Napoli abbia giocato nel secondo tempo con carattere ed è probabilmente vero. Ma non è il carattere, non era il carattere, il segno distintivo del Napoli. Il Napoli si è fermato perché non è più una squadra felice, è semplicemente e pericolosamente una squadra triste. E tutto questo di vede in campo.
Il Napoli è sempre stato una fabbrica di emozioni, di entusiasmo, un piacere per gli occhi. E questo Napoli non c’è più. E non basta il carattere per venirne fuori. Serve una scintilla per ritrovare una squadra divertente e che si diverte giocando.
Alessandro Vocalelli
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