ArcelorMittal ha annunciato il ritiro dall’ex Ilva, da Taranto e dall’Italia.
Ennesima novità a cui l’attuale Governo non saprà offrire nessuna seria risposta perché troppo assorbito dall’aumento delle tasse per chi lavora e dall’opera di agevolazione dei padroni del capitale liquido finanziario.
ArcelorMittal, gigante industriale la cui base è in Lussemburgo, è approdato in Italia con l’atteggiamento di chi comanda, di chi è abituato ad avere dinnanzi a sé docili servitori, remissivi e con la testa sempre pronta ad annuire.
Eccolo il mondo felice della competitività globale: il turbocapitalismo che vuole imporre tutto dall’alto, senza badare a Stati, sindacati e diritto del lavoro.
Se questo non fosse un Governo di pura servitù rispetto al potere dovrebbe ora cogliere l’opportunità di riscatto: nazionalizzare per intero l’Ilva, ricondurla cioè senza riserve sotto la presa del potere nazionale.
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