Scopriamo dal capo ultras dei tifosi del Verona che Balotelli non è del tutto italiano: dunque non è sufficiente essere nato in Italia, molto probabilmente ci vuole la pelle di un altro colore, preferibilmente quella bianca e magari la razza ariana, ammesso che esistano le razze. E scopriamo poi dall’ex Ministro degli Interni che un operaio dell’Ilva vale dieci Balotelli.
Siamo di fronte a un problema serio di razzismo, che in buona parte si annida negli stadi italiani e – insieme all’analfabetismo di ritorno – governa molti nostri connazionali, che non sanno bene cosa sia la nazionalità e dimenticano che tutti noi in origine siamo africani.
Il punto centrale è che si sottovaluta troppo spesso questo aspetto, relegandolo a goliardate. E così assistiamo a guerre tra i poveri, come se l’oggetto della rabbia c’entrasse qualcosa con le vere ragioni della crisi, in realtà tutte interne.
Come risolvere il razzismo negli stadi? Prendiamo quei pochi e mandiamoli a fare lavori socialmente utili, magari a fare i camerieri e i cuochi nella casa di Balotelli, ad esempio. Oppure a cancellare le scritte razziste dai muri della città, perché non se ne può più di questa roba qui, ma meno ancora di vederla tollerare.
ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE
LEGGI ANCHE:
La Commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid ha reso pubblica una perizia tecnica sul protocollo terapeutico…
Il Libano attraversa una fase di stallo. Lo ha spiegato Claudia Carpinella, che segue da…
Zelensky, attore nato con la N maiuscola e prodotto in vitro di Washington se non…
Il calcio italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, morto nella notte all’età di 66…
Ieri sera, mentre le notizie dalle spiagge di Ceuta continuavano ad arrivare a raffica, su…
Volevo lasciare un pensiero oggi senza commentare i giornali, ma volevo dedicare questo pensiero agli…