Facebook oscura la pagina de “Il Primato Nazionale“, testata giornalistica molto vicina all’ex partito CasaPound che si definisce “l’unico quotidiano sovranista italiano indipendente“, e poi ci ripensa.
Già vittime dello stesso blocco social, alcuni esponenti di CasaPound i cui profili sono stati chiusi perché linea con la policy della piattaforma.
E’ intervenuto a ‘Lavori in Corso’ Simone Di Stefano, ecco cosa pensa di queste ultime sul grande network americano.
“Facebook non può mettersi sopra la legge, sopra lo Stato e sopra l’Ordine dei Giornalisti. Secondo me si sta andando troppo oltre. Questi social devono rispettare le regole.
La parola nazione non è vietata, eppure su Facebook ‘nazione’ non si può scrivere. ‘Il primato nazionale’ su Facebook si chiama ‘Il primato naTzionale’. Se si vuole registrare una qualsiasi cosa con www.facebook.com/nazione non si può fare.
E’ un bene che ci sia una di critica che arriva da tutte e due le parti, come al solito i non pervenuti sono quelli del PD. Finché non tocca loro va tutto bene.
Commissione contro l’odio? Il classico strumento per cercare di attaccare l’avversario politico”.
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