In Italia negli ultimi trent’anni, grazie alla collaborazione scellerata di alcuni politici ai vertici, ci sono state due fasi di distruzione in ambito economico. La prima è stata lo smantellamento del sistema industriale pubblico, per il quale abbiamo privatizzato tutto.
Con la conseguenza che si è verificata un‘elevazione dei costi e la qualità dei servizi non è migliorata. Il principio, quindi, pubblico è male, privato è bello, è servito ai privati, che si sono arricchiti e hanno ottenuto il monopolio sui beni.
Il secondo passaggio, invece, è stato quello di distruggere il sistema industriale privato, e si è verificato quando siamo entrati nell’euro. L’Italia, rispetto ai primi anni 90, ovvero quando si utilizzava la lira come valuta, ha infatti perso competitività con l’introduzione di questa moneta. Un disastro dal punto di vista economico per il nostro Paese.
Abbiamo perso il sistema imprenditoriale privato, soprattutto nella media e grande impresa. Sono rimasti la piccola impresa e il sistema bancario.
Quest’ultimo costituirà la terza fase di distruzione in ambito economico. Stanno cercando di far credere da anni ai cittadini che bisogna distruggere il sistema bancario italiano, vendendolo alle grandi banche estere e facendo così sparire la molteplicità del sistema bancario. Quando questo si verificherà, l’Italia sarà un paese senza sbocchi e vie d’uscita.
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