Intervenuto in diretta a Un Giorno Speciale, lo scrittore Fulvio Abbate ha commentato il momento politico italiano con particolare riferimento ai due antagonisti Matteo Renzi e Matteo Salvini.
Il cinismo del primo e il linguaggio del secondo sono stati in particolare gli oggetti della sua critica: “Non sopporto il linguaggio usato dall’attuale politica, tra metafore calcistiche e sproloqui è diventato insopportabile. Il linguaggio di Salvini è un linguaggio fascista, mentre sei ministro tu non puoi chiamare ‘zecca’ – che è un termine fascista – Carola Rackete“.
Dure le critiche anche sul dialogo del leader leghista con l’Europa riguardo i migranti:
“Tu come istituzione italiana non puoi accettare il peso di tutti i migranti che arrivano. dovrebbe occuparsene l’Europa, ma Salvini non c’è mai andato in Europa a parlare, anzi, ha criminalizzato la povertà. Proviamoci noi a scappare da una guerra“.
Diverso il discorso su Matteo Renzi, sulla nascita politica del quale Fulvio Abbate è un testimone privilegiato: “Non nutro simpatie verso nessuno. Io l’ho visto nascere Renzi, ho visto da che tipo di brodo di cultura è venuto fuori e sinceramente i giovani tecnocrati arrembanti come lui sarebbero capaci anche di mettere Chiara Ferragni come capolista“.
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