Il tema della creazione del lavoro è di importanza centrale nell’Economia Umanistica.
Lo Stato deve fare una cosa molto semplice: agevolare la creazione del lavoro, che si fa in un solo modo, cioè aiutare le imprese nel settore privato. Non c’è altro modo, o se volete leggerla in modo diverso, non bisogna creare tasse, balzelli, situzioni folli nelle quali poi si vanno a trovare la maggior parte dei piccoli imprenditori.
Purtroppo però mi sto rendendo conto che il livello di animosità nei loro confronti è davvero a un livello folle.
Tutti i giorni vedo nelle mie consulenze operai che si sbattono, che rischiano il lavoro, che mettono in gioco la propria casa e che soprattutto creano posti di lavoro in mezzo a mille difficoltà, desiderare ardentemente di andarsene dall’Italia.
Nella cecità della nostra situazione politica si continua ad alimentare un odio di classe, ma attenzione, è molto diverso dall’odio di classe di cui parlava Marx, molto diverso da quello del diciannovesimo e del ventesimo secolo, perché è un odio tra miserabili.
Ad oggi molto spesso i piccoli e microimprenditori sono i veri poveri, sono le vere famiglie che spesso guadagnano meno dei loro lavoratori dipendenti. Ci sono tanti piccoli studi che fanno fatica a pagare gli stipendi dei propri collaboratori.
In questa guerra tra poveri a vincere è il capitale, la multinazionale: state molto attenti nel fare di tutta l’erba un fascio, perché fate vincere il grande capitale finanziario.
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