GP+Ungheria%2C+il+pagellino+del+Prof
radioradioit
/2019/08/gp-ungheria-il-pagellino/amp/
Featured

GP Ungheria, il pagellino del Prof

10 e lode) Duello Verstappen – Hamilton. Bagarre piena di ingredienti: conflitto generazionale; irriverenza del campione giovane ma non più emergente; ostinazione del leader nel non voler concedere nemmeno le briciole. L’oggi e il domani.
10) Lewis Hamilton. Carezzevole, nella traiettoria circolare del sorpasso definitivo, come la lama sottile che lascia una ferita che non si rimargina. Cannibalesco. 

9,5) Max Verstappen. Perfetto in qualifica; nitido in partenza. Soffre, comprensibilmente, la pressione di Hamilton, accusando la scelta strategica della Mercedes a venti giri dalla fine. Tutti particolari che aumentano il pregio della prestazione. Non aveva più gomme, ci ha messo tutto quello che poteva.
9) Strategia Mercedes. Scelta sorprendente, con le gomme gialle per l’ultimo tratto di gara, suffragata dai giri veloci di Hamilton. 
8) Sebastian Vettel. Cava il ragno dal buco, infilando Leclerc alla sua destra; altro podio, altro ditino a zittire i critici, parlando di prestazione personale. Autostima.

7,5) Valtteri Bottas. Una gara da reinventare, dopo il danneggiamento dell’ala anteriore. Lui ha fatto il possibile per reinventarla.
7+) Lotta Gasly – Sainz. Lo diciamo da tempo: le inquadrature dovrebbero premiare molto di più i confronti nelle posizioni intermedie; i due, primi tra “gli altri”, se le danno di santa ragione, sul filo del l’interpretazione talentuosa di scie e staccate. Futuribili. 
7) Kimi Raikkonen. Una certezza, in rapporto al potenziale dell’Alfa Romeo, quanto a prestazione, velocità di punta e interpretazione della monoposto. Veterano.

6-) Daniel Ricciardo. Una corsa in salita, che più in salita non si poteva. Fino a un certo punto sfrutta ogni punto di un tracciato così particolare, tra possibilità e insidie, con una Renault dalla competitività finalmente decorosa. Poi viene risucchiato, complice qualche scelta strategica discutibile. Estenuante il duello finale con Magnussen. Dignitoso nella sofferenza. 
5) Ferrari. Al netto del talento e delle performance dei piloti, la soglia di competitività globale è da limbo: uno status non sopportabile a Maranello. Mediocritas poco aurea. 
4) Robert Kubica. Soffriamo con lui, nel consultarne i ritmi. Continuiamo a incoraggiarlo, valutandone le prove con obiettività. Indecoroso, finora. 

Paolo Marcacci


Leggi anche:

Paolo Marcacci

Recent Posts

  • Attualità

La grazia a Nicole Minetti: “Ecco chi poteva fermarla e non l’ha fatto” | Con Carlo Iannello

Tra tutte le vicende giudiziarie e politiche che hanno attraversato l'Italia negli ultimi anni, quella…

45 minuti ago
  • Notizie

“Ritirare le truppe USA dall’Italia? Perché non dovrei?”

https://youtube.com/shorts/dunATALWVAA Nello Studio Ovale, con la consueta brutalità retorica che ormai scandisce i rapporti transatlantici,…

2 ore ago
  • Attualità

Il Re è nudo: l’America non è più il modello del mondo

La notizia che viene diffusa contro voglia dai media occidentali in questi giorni riguarda la…

5 ore ago
  • Sport

Roma, duro scontro Ferrajolo-Vocalelli ▷ “Gasperini? Fammi parlare, se vuoi me ne vado!”

A Roma si apre una nuova fase di profonda riorganizzazione interna, con una certezza tecnica…

7 ore ago
  • Video

Scintille al congresso FIFA tra Israele e Palestina: shock in sala (VIDEO)

Il 76° Congresso della FIFA, tenutosi a Vancouver, si è concluso con un episodio di…

7 ore ago
  • Sport

VIDEO | Alcaraz assiste alla vittoria del fratello Jaime: la sua reazione

Carlos Alcaraz è tornato alla Caja Mágica di Madrid, ma questa volta senza racchetta in…

9 ore ago