Elezioni europee, non solo Lega e M5S. Che fine ha fatto il PD di Zingaretti?

Che l'impronta europeista, portata avanti con costanza dall'esponente di centrosinistra negli ultimi mesi, abbia qualche rilevanza in virtù della recente 'quiete mediatica' di Zingaretti?

Zingaretti

Mentre in casa PD si auspica di sbrogliare matasse di carattere nazionale (vedi le recenti dimissioni di presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, indagata per l’inchiesta sui concorsi nella sanità umbra), si avvicinano sempre di più le apertura delle urne per le votazioni delle elezioni europee 2019.

Come si sta preparando, quindi, il segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, in vista di questo importante appuntamento con i cittadini italiani ed europei? Il leader del centrosinistra, eletto a segretario nazionale PD poco più di un mese fa, è sembrato più impegnato a partecipare ad incontri per comporre liste per le europee che a monopolizzare l’attenzione dei media e dell’elettorato con dichiarazioni.

E, mentre il Movimento 5 Stelle e la Lega si contendono la scena, balzando in testa alle notizie del giorno di giornali e tg che raccontano diatribe e prese di posizioni in seno al governo gialloverde, il PD di Zingaretti sembra faticare ad imporre le proprie tematiche da campagna elettorale all’opinione pubblica in vista delle elezioni europee.
Che l’impronta europeista, portata avanti con costanza dall’esponente di centrosinistra negli ultimi mesi, abbia qualche rilevanza in virtù della recente ‘quiete mediatica’ di Zingaretti? Che abbia paura di apparire troppo europeista?

Stando alle sue ultime dichiarazioni, il segretario nazionale del PD si è detto “quasi certo che il nuovo Parlamento europeo sarà caratterizzato da una maggioranza di forze europeista con una maggiore consapevolezza di investire su crescita e lavoro e uscire da una stagione di politiche che hanno danneggiato tutti“.

In queste elezioni si scontrano due ipotesi: una che vuole disintegrare l’Europa e che usa la paura come grimaldello. Una deriva molto pericolosa per gli europei” ha detto Zingaretti, sottolineando che l’unica possibilità “per vivere in pace è battersi per un vero protagonismo europeo“.

Le dichiarazioni in contrasto con l’ondata sovranista europea di Zingaretti, tuttavia, non sembrano fare il paio con il recente sondaggio realizzato lunedì 15 aprile da “Swg” per il Tg La7 sulle intenzioni di voto degli italiani per le elezioni europee. La Lega ha registrato il 32,3%, in crescita rispetto alla settimana precedente, così come il M5S, che passa dal 22% al 22,5%. Il PD, complice forse anche le dimissioni del presidente della Regione Umbria Marini, ha perso lo 0.4%, sostando al 21,5%.

Starà, quindi, ai candidati del PD alle elezioni europee il compito di dare una scossa e di portare avanti quel “vero protagonismo europeo” che Zingaretti, in questi giorni, fatica ad imporre in campagna elettorale.