Lazio, cuore e batticuore

La Lazio fa tutto da sola. Prima batte la testa sul muro del Sassuolo. Poi segna su rigore da Var e da litigio, quindi si fa raggiungere e superare e infine pareggia. Una girandola: dentro, fuori, dentro ancora. 

Ne sono successe di cose e se ne traggono delle conclusioni: 1) la Lazio è stanca: lo è stata a Ferrara e ha concesso il bis; 2) crea molto, sbaglia molto; 3) stavolta ha regalato anche la difesa; 4) se recupera energie e con una partita da giocare in più, la Lazio è ancora invitata al ballo a corte; 5) prossimamente la Lazio sarà non impegnata, ma di più, tra campionato, ritorno di Coppa Italia e recupero con l’Udinese; 6) le energie son volate via, ma il carattere c’è e si è visto per tutta questa stramba partita contro il Sassuolo.

Immobile ha segnato su rigore, si è mangiato due gol, ma ha poi portato quasi in braccio a Lulic la palla del pareggio. Caicedo ha fatto il suo, molto o poco, dipende da ciò che gli si chiede. Correa è entrato benissimo.
Marusic non male in avanti, ma da principiante sul pari del Sassuolo, con avversario (Rogerio) guardato alle spalle e non anticipato. Per il resto così così. Non male, non benissimo.

Il Sassuolo ha fatto due tiri in porta e due gol. Porta a casa più di quanto ha meritato, ma questo è il calcio e il calcio, come è noto, può offrire gioia e sofferenza. Questa volta la sofferenza è tutta della Lazio. Con una speranza da coltivare. E domenica contro il superdeluso Milan. Andiamo a vedere.

Roberto Renga

1 COMMENTO

  1. dopo i fallimenti in serie dell’altr’anno gli opinionisti sono rimasti silenti allora su quel carneade pedatorio di nome inzaghi. a parte l’evidente presunzione che nn gli consente di recitare uno straccio di mea culpa, dimostra di essere poco pragmatico, vedendo una realtà valoriale tutta sua sugli attori in campo. insiste con bolliti o gente da serie c come patric,marusic,wallace, ignora l’immobile di oggi , supportandolo,che ci ricorda quello di tre anni fa, svenduto alla lazio dopo i suoi fallimenti in altre squadre. ultimo: la colpa è dei tifosi che vanno allo stadio,nn avendo capito l’esatta dimensione della loro squadra tifata solo x atto di fede. circa la speranza siamo lontani, mentre x la carità….ce la faccia lotito lasciando assieme all’allenatore. personalmente,ad 80 anni, l’anello al nasello me lo sono tolto da tempo.