Disastro Italia: “La Lega se ne frega della Nazionale!” ▷ La svolta proposta da Luigi Ferrajolo

Il fallimento è sotto gli occhi di tutti: la nostra Nazionale, l’Italia, è fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva. Un evento senza precedenti che certifica la crisi profonda del calcio italiano. La sconfitta contro la Bosnia ai playoff ha riaperto ferite mai rimarginate e acceso un dibattito feroce su responsabilità e soluzioni.

Ma nell’analisi di Luigi Ferrajolo, in diretta su Radio Radio – Lo Sport, c’è un punto chiave che va oltre nomi e ruoli: il problema non è solo la FIGC, è l’intero sistema.

“Altro che la Nazionale, la Lega pensa solo ai suoi interessi”: accusa frontale al sistema calcio Italia

Secondo Ferrajolo, il cuore del problema è uno squilibrio evidente: la Lega Calcio domina, mentre la Nazionale diventa un fastidio.

Calendari sempre più compressi, partite ravvicinate, interessi televisivi: tutto ruota attorno al business dei club. La conseguenza? Una Nazionale che arriva agli appuntamenti decisivi stanca, impreparata e senza identità.

Uno scenario che trova riscontro anche nelle analisi più ampie sul sistema: negli ultimi anni il calcio italiano è rimasto bloccato, senza riforme reali e senza una visione strategica, nonostante i ripetuti fallimenti.

E così il risultato è inevitabile: un movimento che produce talento nelle giovanili ma non riesce a tradurlo in una Nazionale competitiva.

Non solo Gravina: “Le dimissioni non bastano”

Nel mirino resta il presidente Gabriele Gravina, finito al centro delle critiche dopo l’ennesimo flop. Ma Ferrajolo va oltre:

le responsabilità sono diffuse, stratificate, sistemiche.

Certo, il tema delle dimissioni resta sul tavolo — anche perché, storicamente, dopo grandi fallimenti i vertici hanno fatto un passo indietro. Ma questa volta il rischio è fermarsi alla superficie.

Perché il vero nodo è un altro: la FIGC non ha più il controllo reale del sistema.

La Nazionale, l’Italia, Gattuso e il campo: errori, ma non è lì il problema

Anche il lavoro del ct Gennaro Gattuso finisce sotto osservazione, tra scelte discutibili e gestione della partita contro la Bosnia.

Eppure, ridurre tutto a un errore tecnico sarebbe fuorviante. Lo stesso Gattuso, dopo la sconfitta, ha parlato di un colpo durissimo e difficile da accettare per tutto il movimento.

La verità è più scomoda: il problema non è la partita, è il sistema che porta a quella partita.

La proposta: rivoluzione totale e commissario

Qui entra in gioco la vera linea di Ferrajolo: non basta cambiare uomini, serve cambiare le regole. Le direttrici sono chiare:

  • Un commissario con pieni poteri, capace di riscrivere gli equilibri
  • Ridimensionare il potere delle Leghe, riportando la FIGC al centro
  • Riformare il campionato, a partire dalla riduzione della Serie A
  • Creare spazi reali per la Nazionale, con stage e programmazione

Un piano che punta a restituire centralità alla maglia azzurra, oggi schiacciata tra interessi economici e giochi di potere. Il dato più allarmante è che questo fallimento non arriva all’improvviso: è il punto di arrivo di anni senza cambiamenti.

Dal trionfo europeo del 2021 a oggi, il calcio italiano ha rimandato ogni riforma, vivendo di rendita fino al crollo definitivo.

E ora il rischio è ancora più grande: abituarsi al fallimento.

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