Medio Oriente, finalmente svelate le carte: ora è Netanyahu a dettare le regole, e Trump esegue

Desidero celermente richiamare l’attenzione su una domanda martellante. Una domanda martellante che in molti, già da tempo, si stanno ponendo e che potrebbe idealmente così essere formulata.

Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, è tenuto sotto ricatto da Netanyahu, criminale di guerra e come tale giudicato perfino dal Tribunale internazionale dell’AIA? Non è, a ben vedere, una domanda oziosa. E non lo è proprio in ragione del fatto che dobbiamo considerare che questa sciagurata guerra contro la Persia è stata voluta e propiziata soprattutto da Israele per le ben note ragioni. L’Iran è infatti un fortilizio di resistenza in Medio Oriente contro le politiche imperialistiche e assassine di Netanyahu.

Una guerra voluta da entrambi

Ciò non deve tuttavia indurre a ubliare il fatto che anche gli Stati Uniti d’America hanno ostentato negli ultimi decenni una vera e propria idiosincrasia incontenibile, un vero e proprio odio radicale contro la Persia. Fortilizio di resistenza non solo contro le politiche imperialistiche di Israele, ma anche contro l’americanizzazione colonialistica dell’intero pianeta. Ciò mi permette di asserire che sarebbe superficiale liquidare la guerra in corso come frutto della esclusiva volontà di Netanyahu.

Anche Washington, in effetti, voleva questa guerra già da tempo e forse possiamo riconoscere ragionevolmente che a indurre Washington a prendere la decisione folle dell’attacco sia stato proprio Netanyahu. D’altro canto, già da tempo Israele e USA, in una parola USRAELE, il mostro bicefalo dell’imperialismo capitalistico che si scaglia violentemente contro tutti gli stati resistenti alla dominazione occidentale del pianeta, agisce in maniera nefanda. Insomma, la guerra dell’Iran era voluta sia da Israele sia da Washington, quindi per cui non è facile dire chi comandi chi, se sia cioè Trump a comandare Netanyahu o se sia Netanyahu a comandare Trump.

Per più versi, tuttavia, ci sembra proprio che sia Netanyahu in questa fase a dare le carte, come si suol dire, e Trump sia, per non meglio chiarite ragioni, forse per ragioni di ricatto, direbbe qualcuno, tenuto sotto controllo di Netanyahu. Ma Netanyahu tiene, eventualmente, sotto controllo Trump, inducendolo a fare ciò che Trump farebbe comunque, forse meno direttamente, forse con minore impeto. Sia quel che sia, l’imperialismo di Israele procede in maniera unitaria, come se appunto USA e Israele colpissero insieme nell’interesse dell’imperialismo senza frontiere.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro