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Attualità

Il sondaggio Youtrend che spaventa il Centrodestra: il partito di Vannacci ha un risultato clamoroso

Un nuovo soggetto politico, guidato dall’ex generale Roberto Vannacci, potrebbe superare immediatamente la soglia di sbarramento ed entrare in Parlamento. È questa la notizia che emerge dal sondaggio realizzato da Youtrend, illustrato da Francesco Cianfanelli, che assegna al potenziale nuovo partito un consenso iniziale del 4,2%. “Secondo il nostro sondaggio esordirebbe al 4,2%”, spiega Cianfanelli, precisando che “è normale che altri istituti forniscano stime diverse, trattandosi di una formazione che non ha ancora esordito alle elezioni e della cui candidatura non si conoscono ancora modalità e tempi”. Un risultato che, se confermato, collocherebbe il partito di Vannacci sopra Azione e sotto Alleanza Verdi-Sinistra, a circa tre punti dalla Lega. Il dato più rilevante, però, riguarda la provenienza dei consensi. “È un consenso che andrebbe soprattutto a scapito dei partiti della Destra e dei partiti minori”, sottolinea Cianfanelli. In particolare, il sondaggio indica una sottrazione di voti pari allo 0,9% alla Lega e all’1,1% a Fratelli d’Italia. “Parla sia all’elettorato leghista sia a una destra più radicale e conservatrice, magari rimasta delusa dalla linea più moderata del governo Meloni”.

Circa un terzo dell’elettorato potenziale di Vannacci proverrebbe da una galassia di partiti minori non rappresentati in Parlamento. “Parliamo di formazioni che spesso nei sondaggi non compaiono nemmeno, ma che alle elezioni raccolgono piccoli consensi. Goccia dopo goccia, però, quella somma diventa politicamente significativa”. Secondo Cianfanelli, l’ingresso di una nuova forza a Destra potrebbe creare non pochi problemi alla maggioranza. “Se si votasse oggi, centrodestra e centrosinistra sarebbero distanziati di circa cinque punti. Una forza esterna che prende il 4% e sottrae voti soprattutto al centrodestra può diventare decisiva e far perdere le elezioni”. Uno scenario che aprirebbe interrogativi strategici per la presidente del Consiglio. “Giorgia Meloni viene da una storia politica radicale, ma in questi tre anni di governo ha costruito un profilo più moderato, anche perché alla sua destra non c’era un’alternativa credibile”, osserva l’analista.

Marco Napoleoni

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