Alla fine l’ha spuntata Melenchon. Quella che doveva essere l’avanzata dell'”estrema destra” è divenuta la vittoria dell’estrema sinistra. Che ora vede la possibilità di avere un primo ministro dello stesso colore politico, ma tutto è in mano a Macron. E’ lui che, ancora una volta, deciderà il da farsi, forse dopo le Olimpiadi.
Intanto le dimissioni dell’attuale primo ministro Attal le ha respinte “per garantire stabilità”, ma le truppe di Melenchon fanno pressione perché il premier sia un sodale dell’ala radicale di La France Insoumnise. Probabilmente non sarà così, visto che la fazione più moderata della coalizione spinge per una soluzione altrettanto contenuta. I programmi radicali di sinistra sono effettivamente diversissimi e in aperto contrasto con le politiche macroniane, soprattutto sulle pensioni, il che fa preludere allo scontro aperto alla camera tra tutte le principali forze che andranno a comporla.
Le Pen pare prendere bene a caldo il risultato: “La marea si alza”, dice nell’amara serata di domenica. Meno diplomatico quello che sarebbe stato il suo premier Bardella: “Hanno impedito ai francesi di avere un’alternativa con l’alleanza del disonore”.
Ascoltate tutte le reazioni a caldo.
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