Continuiamo col Valzer dell’ipocrisia.
Non bastava il premio Nobel per la Pace a Barack Obama, garante degli interventi in Yemen, Afghanistan, Siria, Iraq.
Non bastava il Nobel allo spietato Kissinger (autore del piano Condor), né quello a Giorgio Parisi, le cui tesi sui cambiamenti climatici sono state smentite dal suo successore.
Dopo tutto questo non poteva mancare il Nobel per la Medicina a chi ha reso possibile l’utilizzo della tecnologia mRNA nei vaccini anti-Covid.
Una tecnologia della quale non si conoscono ancora gli effetti avversi, né quanto possano essere devastanti. Già, perché parallelamente il luminare britannico Angus Dalgleish dice che sono “in aumento le leucemie“: “dopo la terza dose ho riscontrato la crescita di tumori e recidive di melanomi“.
Da una parte danno il Nobel a chi ha utilizzato l’mRNA nei vaccini, dall’altra abbiamo un oncologo che si aggiunge al coro di tanti altri luminari: “Vanno vietati“, dice Dalgleish, “consigliarli è incompetenza medica“.
L’avvertimento è lanciato: sorvegliare se non addirittura bloccare questa tecnonologia.
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