La lezione di Frajese ▷ “Gli scienziati di oggi si chiedano perché quelli di ieri credevano in qualcosa”

In un momento storico in cui tanto si parla di intelligenza artificiale, si rischia di fuorviare non solo sui suoi rischi, ma anche sulle sue vere potenzialità. Calcoli inimmaginabili e funzioni che non possono essere esaudite dall’uomo in così breve tempo sono qualità inopinabili dei vari Chat GPT & Co. Quello che però si rischia è sottovalutare un’intelligenza naturale che da millenni è concessa ad ognuno di noi.
Esiste un’intelligenza naturale che guida quella che noi chiamiamo evoluzione. Oggi non ci si rende conto nel mondo scientifico che Darwin ha fatto una teoria che noi oggi prendiamo come se fosse una legge biblica quando non c’è uno straccio di prova che esista questa catena ininterrotta di trasformazioni“, a parlare è il Prof. Giovanni Frajese, endocrinologo e docente dell’Università Foro Italico di Roma.

Esiste invece un’evoluzione nello spazio-tempo assolutamente naturale e contemporaneamente intelligente. Quella che ad esempio fa in modo che se a Chernobyl ci siano radiazioni incompatibili con la vita, nell’arco di poco tempo misteriosamente – e quindi volutamente – si creano delle forme di vita in grado di resistere a quella condizione.
Einstein diceva che Dio non gioca a dadi. Forse quelli che ci sono oggi dovrebbero chiedersi perché gli scienziati di ieri credevano in qualcosa di più grande, perché entravano in contatto con una realtà più grande della quale l’essere umano non è che un piccolo punto
“.
Qui il suo intervento a ‘Un Giorno Speciale’.