Ad Ischia si cerca ancora il corpo dell’ultima dispersa e ci si interroga sull’organizzazione dei funerali delle vittime della frana dello scorso 26 novembre. Con il passare delle settimane cominciano ad emergere responsabilità e dettagli sulle cause della vicenda. Anche Report ha curato una inchiesta sul caso che ha fatto emergere clamorosi risvolti. Sigfrido Ranucci a “Un giorno speciale” ha posto l’attenzione sull’importanza delle mappe idrogeologiche: “Il collega Bonaccorsi è andato ad Ischia dove si è parlato dell’abusivismo e dei #condoni che sono una brutta cosa, ma in questa vicenda qui c’entrano poco. Abbiamo scoperto che ci sono delle mappe idrogeologiche che sono state preparate subito dopo la tragedia di Sarno del 1998 dove morirono 160 persone, perché in Italia ci si muove dopo le tragedie.”
Queste mappe sono estremamente importanti perché delineano il rischio idrogeologico dei vari territori, quelle di Ischia sono state fatte nel 2002, ma come ricorda Ranucci: “erano state fatte con mezzi vecchi e dovevano essere aggiornate perché il territorio cambia come gli eventi atmosferici sempre più catastrofici“. “Le mappe dovevano essere aggiornate nel 2010 e nel 2105“, continua Ranucci, “Il problema è che è successo come con il piano pandemico, l’aggiornamento è un aggiornamento per modo di dire, non dico copia e incolla, perché qui almeno hanno cambiato almeno i colori. Ora c’è da capire se queste modifiche sono frutto di aggiornamenti reali oppure no. Il paradosso è che la zona dove è caduta la frana, dove c’erano case abusive ma anche regolari, non era identificata come zona a rischio“.
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