È già successo in Canada, basterà premere un tasto per bloccarci i conti

Abbiamo passato mesi a discutere su questioni marginali per arrivare in questi giorni a discutere di questioni serie. La manovra e le critiche di Banca d’Italia sono sulle prime pagine di tutti i giornali. L’attenzione è focalizzata su Pos e tetto ai contanti, argomento che ha mosso le maggiori critiche di Banca d’Italia, ma le dichiarazioni sono molto più estese rispetto a quello che riportano i giornali sui titoloni. È vero che ci sono state delle critiche da parte di Bankitalia che, come riporta La Stampa, dichiara “il tetto al contante sarebbe in contrasto con la spinta alla modernizzazione del paese, che anima il PNRR, con l’esigenza di continuare a ridurre l’evasione fiscale“. Ci sarebbe da capire come possa essere in contrasto con la modernizzazione, a meno che per modernizzazione non si intenda la digitalizzazione di tutti i pagamenti, che per me è una strada molto pericolosa verso il capitalismo di sorveglianza.

Lo stesso dirigente di Banca d’Italia che ha fatto una critica anche ruvida al PNRR, per come è gestito oggi dal governo, dice anche che a livello europeo non esiste nessun tipo di soglia massima all’uso del contante. Quindi da un lato Bankitalia critica le riforme, che tra l’altro sono ancora sono in discussione, però poi dice che a livello europeo il tetto al contante non c’è, e non è nemmeno detto che lasciare la libertà di utilizzare il contante fino ad una certa soglia possa far aumentare l’evasione fiscale. E infatti il Sottosegretario Fazzolari dice una cosa vera quando ricorda che “qui Banca d’Italia esprime la posizione delle banche private ma non è detto che sia la più conveniente per i cittadini

Se uno va verso la digitalizzazione totale poi non si deve lamentare quando vengono bloccati i conti, quando bloccano i bancomat. Ricordate i camionisti canadesi? La storia dei russi? Se è tutto digitalizzato basta spingere un tastino e voi vi sognate i vostri soldini.

L’altra parte di forti critiche mosse alla manovra da Banca d’Italia è relativa al reddito di cittadinanza, in quanto la stessa ritiene che può essere positivo togliere il reddito che nella sua forma attuale non ha funzionato, che potrebbe anche risolvere il problema, ma va trovato qualcosa di sostitutivo .Forme di sostegno alle fasce più deboli ci sono ovunque. Se non si trova qualcosa che compensi la mancanza di questo sostentamento per coloro che sono più in difficoltà, meglio lasciare le cose così come stanno. Anche perché secondo l’Istat nei prossimi mesi saranno soggetti a riduzione del reddito di cittadinanza 846mila individui.
Potrebbero quindi perdere una importante forma di sostentamento una persona su cinque tra quelli che percepiscono il reddito. Purtroppo le persone in difficoltà aumenteranno e anche notevolmente e oltre alle 840 mila persone appena citate, altre 760mila secondo lo Svimez andranno in povertà, è una cosa di cui va tenuto conto.

Francesco Borgonovo

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