Montipò; Tuia, Barba, Caldirola, Improta, Hetemaj (83′ Dabo), Viola, Ionita, Foulon (73′ Tello); Lapadula (73′ Lapadula), Gaich (83′ Di Serio) ecco, questi sono i nomi dei giocatori del Benevento che sabato alle ore 15:00, gradirei vedere in campo contro il Parma. E mi piacerebbe vederli ancora insieme, soprattutto come atto di correttezza sportiva del Presidente Vigorito, del Direttore Sportivo Foggia e Dell’Allenatore Inzaghi (da me considerati sempre uomini speciali) nei confronti di chi ha permesso anche a loro, di raggiungere un traguardo così prestigioso e mai raggiunto prima, che resterà nella storia del calcio e del club: sconfiggere la Juventus nella propria casa, il famoso Allianz Stadium. 

Non è facile vincere contro la Signora! Ma questi giocatori ci sono riusciti; sacrificandosi; macinando chilometri avanti e indietro, in un estenuante lavoro scuro, per coprire corridoi che potevano diventare pericolosi (in cui miti come Ronaldo sanno come entrare evitando gambe, spinte, altro e facendo più di 700 gol) e pressando alto, come ha fatto Viola su Arthur al 69′ minuto, costringendolo a sbagliare, e permettendo al sempre concentrato Gaich, di sfondare la porta della Juve. 

Di solito alcuni allenatori, quando accadono eventi straordinari come questi, tendono a cambiare la squadra. E lo fanno, per dimostrare ai tifosi (oltre che a se stessi) che sono loro ad aver vinto la partita, e non i calciatori scesi in campo. Io confido nell’anima ancora pura di Inzaghi; nella sua consapevolezza qui e ora, che la “squadra che vince non si cambia mai”, nella ‘sua’ conoscenza empirica, che i calciatori saranno pure viziati, come alcuni dicono, ma che ciò nonostante, sono esseri umani sensibili e con una psiche troppo particolare. Dalla gioia alla depressione assoluta, spesso, passano solo poche ore: il tempo di vincere una partita impossibile e dopo tre giorni, perderne un’altra.
Ed egregi lettori, non parafrasiamo il fatto che Pippo, Pippo ‘non lo sa’! Pippo lo sa, eccome!
Filippo Pippo Inzaghi sa che i grandi allenatori non possono non tener conto della psicologia di gruppo e dell’inconscio collettivo. Ripeto, spero di vedere, in campo, almeno nel primo tempo, coloro i quali hanno vinto contro la Juventus. Abbiamo bisogno di giustizia, anche sportiva.          

Mimmo Politanò