Dubbi e controversie legate al vaccino anti-covid prodotto da AstraZeneca, farmaco che, dopo casi di trombosi, è stato sospeso in Italia e da altri paesi dell’Unione Europea. L’Ema si pronuncerà al riguardo solo dopo ulteriori indagini.

“Noi abbiamo deciso di sospendere le vaccinazioni in base a un allarme che è nato in Germania. La preoccupazione non era tanto in Italia, è stata una decisione che abbiamo preso sull’onda di un istituto tedesco e sulla Merkel”. Così si pronuncia il Direttore de La Verità, Maurizio Belpietro, evidenziando il ruolo politico in una questione che, a detta del Direttore, dovrebbe riguardare il campo scientifico.

Ecco il suo intervento in diretta a “Un giorno speciale” assieme al giornalista saggista e cattolico Maurizio Scandurra.

Maurizio Belpietro: “Ho la sensazione che dietro a questa faccenda del vaccino ci siano altre questioni.

“E’ necessario stabilire se c’è stato qualche effetto collaterale gravissimo e quindi se c’è un nesso tra la morte di alcune persone e questo farmaco. Ma è altrettanto vero che bisogna andare alle radici e capire cosa è successo. Noi abbiamo deciso di sospendere le vaccinazioni in base a un allarme che è nato in Germania. La preoccupazione non era tanto in Italia, è stata una decisione che abbiamo preso sull’onda di un istituto tedesco e sulla Merkel, dove ci sono altri problemi.

Forse era meglio aspettare che decidesse l’agenzia del farmaco per stabilire se c’erano davvero dei rischi per la salute degli italiani e dopo prendere una decisione. Abbiamo fatto tutto precipitosamente e alla fine la colpa è sempre degli italiani. E’ stata presa dalla politica la decisione, in Italia, di sospendere il farmaco, forse era meglio che ce lo dicesse qualche scienziato”.

Ho la sensazione che dietro a questa faccenda del vaccino ci siano altre questioni. Ci siano gli interessi delle multinazionali che, ovviamente, si fanno la guerra.

Guarda caso la Germania – che ha deciso il blocco – si è comprata, fuori dagli accordi europei, 30 milioni di dosi della Pfizer-Biontech, dove quest’ultima è una consociata tedesca, quindi se li è quasi comprati in casa. A questo si aggiunge la notizia di oggi che la Curevac ha messo a punto un vaccino analogo a quello di AstraZeneca e produrrà in Germania 100 milioni di dosi.

Poi uno mette in fila una serie di informazioni e inizia a domandarsi se tutta questa vicenda non sia una guerra tra grandi case farmaceutiche che ovviamente hanno intenzione di screditare l’una o l’altra, perché l’affare ghiotto dei farmaci contro il Covid farà guadagnare tanti miliardi a tante compagnie.

Forse occorre muoversi con i piedi di piombo, noi che facciamo informazione ma ancora di più dovrebbero muoversi con i piedi di piombo, per evitare di alimentare degli allarmi, gli stessi governanti. Qui invece mi pare che vadano a rimorchio di tutta una serie di informazioni”.

Maurizio Scandurra: “Tempo di latenza troppo breve per un vaccino”

“Credo ci siano tre ordini di ragioni che mi portano a dire ciò che sto per esprimere. In termini di salvaguardia della psicologia degli italiani.

La prima è che dopo un anno di pandemia, il sistema di chiusura, abbia mostrato il proprio fallimento. Il terrorismo mediatico che fa certa stampa di sinistra, non giova certo alla tranquillità di quelle persone che hanno lavorato e combattuto una o due guerre.

La seconda ragione è che la storia della medicina, partendo dal 1920 in poi, ci ha dimostrato che nell’emissione di ogni vaccino esiste una variabile chiamata tempo di latenza che, in questo caso, è troppo breve o addirittura inesistente.

La terza variabile è l’incertezza, concordo con il direttore Belpietro, forse era più importante far decidere agli scienziati e non alla politica, tutto questo non fa altro che far ammalare gli italiani di depressione e credo che questa sia una patologia che possa creare seri problemi per il medio-lungo periodo”.