Sarà impossibile il futuro europeo della Lazio, assai critico quello dell’Atalanta, niente affatto semplice quello della Juventus. Leoni in casa, conigli fuori.

Cade anche l’Atalanta. Tre squadra italiane, tre sconfitte europee.
Premessa determinante: scandalosa la decisione del tedesco Stiler, dopo 17 minuti di partita, di espellere Freuler per un fallo di gioco al limite dell’area su Mendy.

L’uscita di Freuler ha cambiato la partita della dea, poi privata, per un guaio muscolare, anche di Zapata, dunque costretta ad assistere al gran torello degli spagnoli, pur privi di sei titolari. La squadra di Gasperini non è mai entrata in partita, tramortita dai due episodi, ubriacata dal giro palla del Madrid. E ad aggiungere veleno anche la pessima prestazione di Muriel, totalmente assente al tiro e alle combinazioni di gioco, così come Ilicic quando è entrato in squadra per essere nuovamente richiamato fuori.

Non aveva più idee l’Atalanta, molte le energie nervose bruciate mentre i bianchi di Zidane si sono allenati a far circolare il pallone da una parte all’altra cercando poi soluzioni veloci in avanti, con il gol finale di Mendy.

I tre confronti di Champions League, soprattutto gli ultimi due contro Bayern e Real Madrid hanno confermato il distacco di scuola tecnica tra noi e il resto d’Europa, là dove si sono organizzata tatticamente ma senza esasperazioni ma hanno esaltato la parte tecnica, la qualità del tocco, il dribbling, la corsa intelligente, caratteristiche che noi abbiamo smarrito per inseguire le teorie maniacali della tattica.

Sarà impossibile il futuro europeo della Lazio, assai critico quello dell’Atalanta, niente affatto semplice quello della Juventus. Leoni in casa, conigli fuori. La storia prosegue da undici anni o quasi.

Post scriptum: gli arbitri sono ormai diventati i padroni del calcio.

Tony Damascelli