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Preparatevi, presto saremo di nuovo in lockdown: i tremendi segnali che il peggio sta per arrivare

V’è una domanda che puntualmente rivolgo con piglio provocatorio, ma al tempo stesso per suscitare una spregiudicata riflessione: allora, vi piace questo regime terapeutico?
La questione serve a destare dal sonno dogmatico coloro che – credetemi, sono tanti – ritengono che tutto ciò che sta avvenendo sia davvero a fin di bene e a salvare le nostre vite.

Non mi stancherò di ripeterlo: siamo di fronte al primo regime protettivo della storia. Il primo regime che cioè ci toglie tutto e lo fa – dice – per proteggerci la vita.
Così se vengono soppressi i diritti, se vengono compresse le libertà, se viene archiviata la Costituzione, cioè avviene non perché si è in presenza di un regime autoritario che si dichiara per ciò che è, al contrario, “perché vogliono tenere al riparo la nostra salute“.

Ebbene occorre davvero svegliarsi dal sonno dogmatico. Come potete non capire ciò che sta avvenendo? Coprifuoco, lockdown, esercito per le strade, repressioni da parte delle forze dell’ordine di cittadini che manifestano pacificamente, o più precisamente di manifestazioni pacifiche abilmente infiltrate come sempre dal potere con il solo obiettivo di delegittimare la protesta in quanto tale e favorire la repressione a mano armata delle forze delll’ordine.
Vi svelo allora il segreto di Pulcinella: la lotta non è tra negazionisti che sostengono da una parte che il virus non esista, e dall’altra responsabili scienziati che ci spiegano che il virus esiste ed è pericoloso.
La lotta – l’unica – è tra chi da una parte ritiene che un virus, per quanto grave, non possa giustificare la distruzione delle libertà, e dall’altra chi ritiene che questo sia non solo possibile, ma anche desiderabile. E con ciò fa il gioco dell’ordine dominante.

Per inciso sappiamo dai quotidiani di ieri che durante una di queste repressioni a Parma un manifestante bloccato a terra, è stato preso a calci in faccia. Non propriamente una scena di una democrazia pienamente sviluppata.

Possiamo dirlo senza tema di smentita: la prima via per curare una malattia è prendere coscienza di essere malati; la prima via per formulare una terapia è quella di elaborare una diagnosi.
Ecco qual è la nostra diagnosi: occorre prendere coscienza della svolta autoritaria in atto. Una nuova razionalità politica che trasforma, grazie all’emergenza, il politicamente inaccettabile in politicamente inevitabile.
Preparatevi, perché entro metà novembre saremo di nuovo in lockdown. Saremo di nuovo nella Fase 1 di questa pandemia del rocchetto o dello Yo-Yo, che dir si voglia.

RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro


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Diego Fusaro

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