Dopo mesi di dibattiti e controversie, il Consiglio dei Ministri ha approvato la modifica del Decreto sicurezza e immigrazione. Tali modifiche prevedono una riforma dell’accoglienza – aggiungendo inoltre un sistema di protezione speciale – alla normativa precedentemente adottato dall’ex Governo giallo-verde, che vedeva Matteo Salvini, leader della Lega, ricoprire la carica di ex Ministro dell’Interno.
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dunque modificato le basi di un Decreto che, tempo fa, lui stesso aveva sottoscritto. Ma “Niente imbarazzo per Conte, solo un grande cambiamento e una vittoria. Effetto della nostra alleanza”. Così risponde alle provocazioni Carmelo Miceli, deputato e responsabile sicurezza del PD.
Come cambia la posizione dell’Italia rispetto al tema dell’immigrazione? Quali differenze rispetto alla normativa voluta da Salvini?
Ne parla appunto l’Onorevole Carmelo Miceli, intervistato da Stefano Molinari e Luigia Luciani a “Lavoro in corso”. Ecco le novità al riguardo.
“Imbarazzante per Conte? No, è stato imbarazzante per l’Italia mostrare un volto disumano, come mai prima era accaduto, quando abbiamo lasciato sotto il sole cocente decine e decine di persone. Credo che abbiamo spazzato via quel volto disumano e ripristinato un sistema che, dopo i fatti di quest’estate sotto i decreti Salvini, è apparso necessario.
Era chiaro che una nuova ondata di sbarchi – come si è verificata – sarebbe stato impossibile da controllare a monte e poi a da gestire. Questo perché per l’immigrazione non abbiamo un sistema di ridistribuzione obbligatorio in Europa e per il mancato superamento del trattato di Dublino. Il superamento di Dublino non avviene perché c’è un blocco sovranista che decide di lasciare il problema ai paesi di primo approdo.
Quello che abbiamo fatto in questo momento è ridare una dimensione reale al problema.
E’ un problema di rapporti esteri, siamo riusciti a inserire nell’agenda europea il problema ma non ci accontentiamo adesso c’è la battaglia vera: il superamento di Dublino. L’Italia ha disertato per un lungo periodo i negoziati e lo testimoniano gli atti del Parlamento Europeo. C’è stato un disertare continuativo di Salvini e della Lega per un’ovvia conseguenza della alleanza con i sovranisti.
Il PD è favorevole ai rimpatri purché ci siano trattati bilaterali.
E’ un problema di politica estera e negoziati si è aggravato dal momento che abbiamo avuto un Ministro dell’Interno (Salvini) che, il primo giorno di mandato ha attaccato senza motivo la Tunisia definendolo “un paese che espatria delinquenti” scatenando un incidente diplomatico con un partner importante per la gestione del flusso come quello della rotta tunisina”.
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