L’emergenza sanitaria da Covid -19 ha costretto virologi, medici e tutto il personale sanitario del mondo a collaborare in un’assidua ricerca scientifica del nuovo virus. Al riguardo ci sono stati scontri, ipotesi e nuove scoperte. Alcune sono state pubblicate sulle varie riviste scientifiche e altre no.
Ma tali riviste sono attendibili per esporre al meglio il concetto di scienza e i vari sviluppi interni? Secondo Enrico Michetti, Direttore di Gazzetta Amministrativa, queste sono gestite dai grandi circuiti baronali definendole perciò “di parte”.
A “Un giorno speciale” ne parla assieme a Stefano Molinari e Fabio Duranti. Ecco il suo intervento.
“Si parla tanto di riviste scientifiche, io penso di poterlo fare a pieno titolo. Sapete che cosa c’entra la scienza con una rivista scientifica? Niente. Dico questo perché nel 95% dei casi la scientificità della rivista la dà non la qualità del lavoro svolto ma il soggetto che fa quel lavoro. Per cui se tu vedi ciò che accade nel mondo scientifico del diritto, il 95% delle scoperte scientifiche da cui poi si produce denaro non provengono dal circuito baronale. La rivista scientifica esiste per far fare carriera ai baroni. La scoperta scientifica se tu la scrivi su un pezzo di carta, o la pubblichi su un giornale qualsiasi, o la pubblichi su una rivista scientifica, se è scoperta scientifica quello è, e quello rimane.
Mi ribolle la pelle quando sento che la scientificità viene dettata dalla rivista scientifica. In maniera totalmente avversa da quelli che sono i dettami della liturgia baronale faccio scrivere nella mia rivista chiunque mi presenta un elaborato di carattere scientifico che io ritengo valga dal punto di vista scientifico.
La scienza è rigore e scrupolo. Non si può trascurare il particolare. Il fatto stesso che tu precludi tutte le generazioni e limiti la scienza ad un circuito di pochi soggetti che, in qualche misura, sono soltanto titolati significa togliere dal campo scientifico tutto ciò che proviene da sperimentazioni metodologiche diverse. Sperimentazioni che provengono dalle nuove generazioni che non possono entrare nel circuito se non facendo un gesto di osservanza a quello baronale. Questo fa sì che il circuito baronale prenda delle cantonate micidiali e fino a che queste non vengono sanzionate questo andazzo non muterà mai”.
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