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Attualità

“Conte ha promesso millemila miliardi… e poi invece ha chiesto le tasse agli italiani” ► Malvezzi

Ad una settimana dall’accordo in Europa, i dibattiti sul Recovery Fund continuano a dividere e fare scalpore. Gli interrogativi rimangono tanti, ma la questione principale rimane la stessa: da dove arrivano i soldi? Basterà per il rilancio dell’Europa?

Valerio Malvezzi, riprendendo le sue previsioni fatte a marzo, ha commentato gli ultimi sviluppi criticando una misura basata sulla finanza e non sull’economia umanistica, che cioè metta al centro l’uomo. Si prevede una rivolta sociale, dopo un massacro dell’economia italiana. L’Europa ha fallito il suo disegno unitario degli anni 90.

“Dovevano annullare le tasse per un anno”

“Il discorso è semplice, nell’economia come nella vita c’e qualcuno che paga e uno che riceve. I soldi a fondo perduto arrivano da qualcuno, ma chi li dà? Se la gente ragionasse… arrivano da noi. Quei soldi li diamo noi all’Europa per il bilancio e gli stati a loro volta li portano alla fine del bilancio, che si chiama avanzo primario (cioè la differenza tra entrate e le spese). Questo significa che dobbiamo fare ancora più avanzo primario e già siamo tra i paesi più virtuosi, dal 1991 forse solo un anno c’è stato senza valore in positivo. Massacrando le spese pubbliche, distruggendo la sanità, tutti i servizi e mettendo le tasse per cui gli imprenditori si mettono il cappio al collo e i commercialisti sono diventati matti.

E il Governo continua a dire cose ma non le attua, senza sanatoria o proroghe fiscali. Quegli 8 miliardi che hanno chiesto ai contribuenti da fine luglio sono serviti per quadrare il bilancio dello Stato, tassando i piccoli imprenditori che hanno fatto chiudere col covid-19.
Ho visto Roma ieri, domenica pomeriggio, e non l’avevo mai vista così da 25 anni, non c’era niente in giro.
Noi abbiamo una situazione particolare a fronte della quale non è stato fatto nulla di straordinario. L’unica cosa utile sarebbe stata di annullare le tasse per un anno. Questo avrebbe dovuto fare uno Stato, non farmi tirar fuori un soldo dalle mie tasche. E chi è lavoratore dipendente ha poco da festeggiare.

Noi avremo una perdita di Pil superiore al 10% quest’anno, come avevo previsto a marzo passando da pazzo. Tutta la partita del Recovery Fund è il 2,5% di tutto il bilancio dei paesi dell’UE, briciole! Ce la fanno passare come straordinaria ma serviva un New Deal. Del Recovery Fund non me ne frega niente. Queste sono manovre finanziarie, ma serve ritornare sull’economia, rimettendo al centro l’uomo e non la finanza. Quello che succederà sarà la demonizzazione del mondo imprenditoriale, lotta all’evasione fiscale, si andranno a spremere quei piccolini che non possono sfuggire a queste logiche di massacro; senza fare nulla per colpire le multinazionali e gli evasori fiscali.
Perché l’Olanda non è stata colpita? Perché non hanno fatto nulla per colpire i paradisi fiscali dell’Unione Europea? Hanno fatto sparire l’unico elemento che mi importava del Recovery Fund. Perché stiamo creando un mondo della finanza per la finanza, dei furbi sugli stupidi.

“Faranno di tutto per evitare una rivolta sociale”

Abbiamo il 39% (3,5 milioni di persone) della produzione economica a rischio. E i lavoratori dipendenti non lo sanno ma sono anche loro a rischio, perché se quella gente lì chiude… e io lo dico: in autunno ci sarà il massacro, un grave problema sociale, e si sfrutterà tutto il possibile per evitare una rivolta sociale. Come? Distogliendo l’attenzione, come sempre si fa, utilizzando i servizi segreti, il controllo.
In questa guerra tra poveri che si sta creando nessuno ha ragione di lottare contro l’altro.

Negli anni 90 tutti eravamo europeisti, ora sono triste, da più di 10 anni ho capito che era una fregatura: siamo più poveri di prima. Mi fa tristezza vedere i giovani di oggi europeisti, perché non hanno visto l’Italia che ho visto io, non sanno cos’è la lira…
Il vero cambiamento sarà quando i ventenni di oggi avranno trent’anni e senza la paghetta dei genitori lo capiranno, e lì sarà il momento della rivolta sociale”.

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