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BlackRock ha già in MANO l’Italia: ecco DOVE si nasconde nelle nostre banche

BlackRock, il più grande fondo di investimento al mondo con 12.000 miliardi di euro gestiti, detiene una forte presenza in Italia dove possiede delle partecipazioni azionarie che sono stimate al 5% in diversi settori strategici. Per esempio, il colosso statunitense è presente in importanti istituti bancari come per esempio il Monte dei Paschi di Siena, l’Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, la Biper, Fineco Bank, Banco BPM. Le quote del fondo si estendono anche alle principali partecipate statali e alle aziende energetiche o di telecomunicazioni, tra cui per esempio Enel, Terna, Snam, Italgas, Saipem, TIM.

Nel settore della difesa e della produzione di armamenti BlackRock ha superato la soglia del 3% anche in Leonardo. Questa espansione è stata favorita da rapporti istituzionali culminati anche negli incontri tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’amministratore delegato Larry Fink. L’interesse del fondo statunitense BlackRock si estende inoltre ai titoli di Stato italiani, con oltre 1 miliardo di euro investito in bond governativi italiani.

Il bisogno folle di fare cassa

La strategia di BlackRock punta a sfruttare il vasto patrimonio dei risparmiatori italiani e le opportunità offerte dalle sciagurate, a mio parere, privatizzazioni statali. Ma il dominio di questo fondo nell’economia italiana potrebbe ancora non essere finito, perché il bisogno folle del governo di fare cassa a seguito delle scelte degli ultimi 40 anni e dell’entrata in Unione Europea, avverrebbe tramite la vendita di pezzi di aziende statali. E questo potrebbe spingere ulteriormente la presenza di BlackRock nella nostra economia, con quali limiti non è ancora chiaro.

Insomma, la situazione è quella nella quale noi, a partire dagli anni ’90, abbiamo deciso di privatizzare il nostro paese. Il risultato è quello sotto gli occhi di tutti. Ci avevano detto che privato è bello e pubblico è brutto, e abbiamo visto dove siamo finiti nel mondo delle banche, delle università, delle autostrade, della sanità.

Chi deve servire lo Stato

Ora, voi capite che ci sono dei settori strategici nei quali è bene che il controllo sia pubblico, ma soprattutto è bene ricordare che uno Stato ha motivo di esistere se serve soprattutto per servire i bisogni dei cittadini e non i bisogni dei potenti. Non i bisogni dei mondi finanziari.

Purtroppo siamo in un mondo in cui, avendo parlato male degli stati e della politica, oggi ci sono organi privati che detengono il potere e che sono più ricchi e più potenti dei cittadini e sono al di fuori degli stati perché sono delle multinazionali, dei fondi, delle realtà che governano l’economia, il potere e la politica.

Valerio Malvezzi

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