L’emergenza Covid-19 dovrebbe essere dichiarata finita se si ascolta ciò che illustri virologi e studiosi hanno affermato. Zangrillo, Bassetti… Se si fosse in una condizione di normalità bisognerebbe ragionevolmente cominciare a pensare alla ripresa della vita normale.

Invece sembra che molti non pensino ad altro che a mantenere in vita l’emergenza in assenza di emergenza. O più precisamente che non pensino ad altro se non a conservare le misure di emergenza.

Basta leggere questi due titoli.

  • Il Fatto Quotidiano: Coronavirus, Brusaferro (Iss): “Dobbiamo preparare le persone all’inaspettato ed essere pronti ad affrontare epidemie simili in futuro”
  • La Repubblica: Coronavirus, monitoraggio post riaperture: “Epidemia non è finita, possibili nuovi focolai”

Sembra che vi sia un utilizzo del coronavirus e della pandemia in chiave governamentale, che l’emergenza risulti funzionale all’attivazione di una razionalità politica che si fonda sull’emergenza e su di essa innesta misure che vanno a sospendere la Costituzione, i diritti e le libertà.

Potremmo dire che l’emergenza è diventata già da tempo un metodo di governo che serve a dare una svolta autoritaria al nuovo capitalismo che diventa così capitalismo terapeutico.

E’ per questa ragione che cercheranno di farla durare il più possibile, prospettando pandemie non meglio definite come se fossero inevitabili per il futuro.

RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro


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