In 1984 di George Orwell compare il volume ‘Teorie e prassi del collettivismo oligarchico’. Il Collettivismo oligarchico immaginato da Orwell consiste in una sorta di tripartizione della società che presuppone l’esistenza di tre caste differenti, ciascuna delle quali ha una specifica posizione. Con un gruppo di individui che comandano al vertice e in basso una collettività omologata di senza diritti, sottomessi e privati di tutto.
Sembra che il globalismo mercatistico stia attuando il collettivismo oligarchico immaginato da Orwell. Ciò appare più vero se si considera la geografia sociale che si sta ridisegnando in seguito al Covid-19 che ha potenziato tutte le tendenze già in atto nella globalizzazione mercatistica.
La società si sta ridisegnando come una grande piramide: al vertice troviamo gli oligarchi finanziari, i padroni del capitale no-border, e in basso un’immensa plebe privata di tutto, dal diritto alla dignità.
Questa base, questo collettivismo indifferenziato che subisce la globalizzazione passivamente, è composta dal vecchio ceto medio massacrato anche dal Covid-19 e dalla vecchia classe lavoratrice sfruttata, precarizzata e privata di ogni diritto.
Ecco che il collettivismo oligarchico descritto da Orwell si sta compiendo a pieno.
RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro
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