Calcio

Dario Hübner in diretta ► Dal Brescia a Calcutta, dalla quarantena all’autobiografia

Dario Hübner, allenatore di calcio e ex calciatore italiano, viene intervistato a “Lavori in corso” assieme a Maurizio Borghetti, medico radiologo.

“Il Bisonte” si racconta a pochi mesi dall’uscita della sua autobiografia “Mi chiamavano Tatanka”. Attualmente vive in Lombardia, la regione più colpita durante il periodo critico dell’emergenza sanitaria.

Ecco i suoi pensieri al riguardo e le prospettive per il futuro.

I miei primi 25 anni sono stati i più belli

“Non abbiamo ripreso gli allenamenti, ultima partita a febbraio. Si ricomincia a giocare a calcio dopo due mesi di sosta, è difficile perché gli infortuni possono esserci. Ci sono state partite in cui dopo un gol non si abbracciano e altre dove ci sono assembramenti casuali, sono cose poco coerenti. A me la vita è cambiata pochissimo, sto spesso in casa, il brutto era che era vietato far tutto. Il brutto era essere obbligati.

I miei primi 25 anni sono stati i più belli, prima facevo il fabbro, montavo le finestre in alluminio a Trieste e poi andavo a giocare a pallone. Sono felice di incontrare le persone che mi apprezzano in tutti i posti dove ho giocato. Quando si retrocede è doloroso ma anche dalle sconfitte si può migliorare. I miei primi 25 anni sono stati i più belli, prima facevo il fabbro, montavo le finestre in alluminio a Trieste e poi andavo a giocare a pallone. Faccio l’allenatore con persone affette da disabilità e ricominceremo a settembre. Ricominceremo la prossima stagione.

Esempio per molti giocatori

“Firmerei subito per avere qualche anno di meno ma adesso le squadre pensano più a far gol che a difendere, noi eravamo diversi. La differenza tecnica era superiore rispetto a quella di oggi.

Tanti giocatori mi guardano come esempio. Guardando la mia storia tanta gente ha speranza di arrivare in Serie A. Come giocatore da seguire sceglierei Belotti, è un ragazzo umile che va d’accordo con i compagni e mi piace come modello di giocatore. Tra gli allenatori ce ne sono tanti, ci sono tante squadre che stanno giocando bene, come ad esempio la Lazio di Inzaghi. Faccio i complimenti anche all’Atalanta”.

Le parole del Dott. Borghetti

“Hübner è stato il primo che ha usato la maglietta “Dai burdel che ghe la fem”. L’importante è spronare le persone. Dobbiamo superare la paura e tornare ad affrontare le cose importanti. Non dobbiamo vedere tutto nero, le epidemie a un certo punto finiscono. Lo stesso è valso per la Sars. Le epidemie hanno questo andamento, questa salita e discesa, questo andamento a campana. Bisogna assolutamente riprendere la vita normale”.


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